Stadio, la gestione torna pubblica: il voto tra gli applausi dei tifosi

Oltre sei ore di discussione, con l’opposizione contraria e il dissenso di Lancione in maggioranza L’assessora Ferri: «Liberiamo il Bonolis da una convenzione che ha sempre dato problemi»
TERAMO. Il Bonolis liberato. Mutuando lo slogan ultrà, ma anche le parole che il sindaco Gianguido D'Alberto e l'assessora Alessandra Ferri hanno usato, da ieri lo stadio di Piano d'Accio è nelle mani del Comune di Teramo. Se per il mondo del tifo la liberazione era dalla gestione di Franco Iachini, per l'amministrazione lo è da «una convenzione che ha sempre dato problemi». E così è stato alla fine di oltre sei ore di discussione. Il consiglio comunale ha detto sì all'accordo fra Comune e Soleia, società di Iachini che gestisce l'impianto, con 17 voti favorevoli, 11 contrari e un astenuto. Il voto è stato accolto dagli applausi dei tifosi.
LANCIONE DISSENTE
La seduta si è aperta alle 15.20 e gli interventi sono stati tanti: l'opposizione è tornata ad alzare le barricate sventolando questioni legate all'opportunità economica, alla carenza di documenti, alla possibile danno erariale. Dalla maggioranza si sono levate voci di sostegno, giudicando conveniente l'accordo e sottolineando la bontà politica della scelta. Non è mancato chi ha palesato la propria preoccupazione, ritenendo che la situazione relativa alla transazione abbia il sapore del «ricatto»: a dirla così è stato il consigliere di maggioranza di Insieme Possiamo Lanfranco Lancione (che si è astenuto).
L'ACCORDO
Il voto di ieri ha portato la gestione sportiva dello stadio al Comune tramite la risoluzione consensuale della convenzione. L'accordo fra ente e Soleia, figlia di un lungo percorso passato anche dall'arbitrato (congelato in virtù del processo verso l'accordo), prevede il versamento da parte del Comune di 4,3 milioni alla società. Due subito, il resto in dieci anni. A spiegare i dettagli e a ricostruire il percorso, dalla convenzione del 2006 ad oggi, è stata l'assessora Ferri che ha aperto i lavori. Si è detta emozionata per il valore della delibera, sottolineando come l'arbitrato avrebbe avuto effetti economici più pesanti. «Risolviamo un problema annoso: liberiamo il Bonolis non da un gestore ma da una convenzione problematica», ha detto rilevando come attendere l'esito dell'arbitrato avrebbe portato a lunghi anni di contenziosi e ad esborsi per le casse comunali fino al doppio rispetto a quanto definito con l'accordo. Il sindaco ha parlato di «giornata storica perché segna il futuro della città. Abbiamo avuto una volontà chiara: risolvere la convenzione e scrivere una nuova fase per lo stadio». Per il sindaco l'accordo è sostenibile ed è supportato da pareri tecnici e giuridici. Il prossimo step sarà «scrivere noi le regole, e non subirle più», ha detto riferendosi al nuovo bando.
LA DISCUSSIONE
L'opposizione ha portato avanti la sua linea di dissenso sui tempi e modi dell'accordo e sulla carenza documentale. Dal leghista Berardo Rabbuffo a Carlo Antonetti, di Forza Italia, sono piovute critiche sulla gestione della vicenda; la civica Maria Cristina Marroni ha tuonato contro i costi dell'operazione invocando un'alternativa: la risoluzione unilaterale della convenzione pagando alla Soleia 1,7 milioni. Secondo la consigliera è possibile. A spiegare i termini economici dell'accordo e la scelta politica hanno pensato i consiglieri di maggioranza Andrea Core del gruppo misto, Luca Malavolta di Insieme Possiamo, Luca Pilotti e Martina Maranella del Pd. Quest'ultima ha sottolineato come la gestione dello stadio sia un tema di rilevanza sociale e non solo sportiva: «Non siamo quella maggioranza che prende per buono ciò che propone la giunta, abbiamo studiato le carte: daremo un voto consapevole». La chiusura dei lavori, prima del voto, è stata del sindaco, che ha incassato gli applausi del pubblico.
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