Staff del sindaco e favori Comune sotto accusa

8 Novembre 2014

Roseto, arrivano critiche dall’ex assessore Proti e dal consigliere De Vincentiis «Costi eccessivi per i collaboratori di Pavone e gli esperti affiancati agli assessori»

ROSETO. Critiche nei confronti dell’amministrazione comunale sul modo in cui viene gestito il personale all’interno dell’ente e su presunti favoritismi verso parenti di amministratori. Nel mirino dell’opposizione è finito lo staff del sindaco, giudicato eccessivamente nutrito sotto il profilo numerico. «Due segretarie personali e un autista potevano forse bastare per un Comune di 25mila abitanti», sottolinea Giovanni Proti, ex assessore comunale e attuale dirigente del partito socialista, «invece il nostro sindaco ha deciso di dotarsi anche di un addetto stampa e di un capo di gabinetto, senza considerare gli esperti che ha affiancato ai suoi assessori, forse per migliorarne l’efficienza».

Tutte spese che Proti considera eccessive, oltre che superflue. «La preoccupazione primaria di questa amministrazione non è la pesante situazione dell’occupazione locale», incalza Proti, «o di mantenere pulita e decorosa la città nonostante la mancanza di fondi, come continuano a ripetere, quasi come una litanìa, i nostri amministratori già dal momento del loro insediamento. Sarebbe opportuno che i rosetani sapessero quanto sono costate fino a oggi le persone al servizio diretto del primo cittadino e quanto continueranno a costare ancora».

Ma oltre allo staff del sindaco, a suscitare critiche sono anche altri aspetti legati al personale dell’ente. «Attraverso degli stratagemmi, certamente legittimi», interviene Flaviano De Vincentiis, consigliere di Scelta civica Roseto, «si sta favorendo l’inserimento di familiari degli amministratori in carica, pagati direttamente o indirettamente dal Comune. Ripeto, si tratta certamente di operazioni regolari sotto il profilo legale, ma duvbbi dal punto di vista dell’ etica politica». «Non può configurarsi un conflitto di interesse?», chiede Proti intervenendo sulla questione. «Ci sono ad esempio persone in mobilità che il Comune destina allo spazzamento delle strade, mentre altre finiscono negli uffici: ci sono forse dei criteri legati a particolari privilegi, come ad esempio essere parente di qualche assessore, nella scelta?». Criticato anche il comportamento del sindaco Enio Pavone, giudicato «scorretto» nei confronti del personale del Comune. «In più di un’occasione Pavone ha maltrattato pubblicamente i dipendenti dell’ente», sottolinea infatti De Vincentiis, «a volte addirittura anche durante i consigli comunali, salvo poi ricredersi quando ha potuto constatare personalmente la loro professionalità. Tutto questo ha portato all’avvio di un processo di esternalizzazione di alcuni servizi che sembra destinato a continuare. Tali decisioni andrebbero attentamente valutate e prese di concerto con le minoranze, magari attivando un tavolo politico.

Federico Centola

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