Stagione di prosa ’24-25 in forse: si cerca uno spazio per salvarla

Il Comune propone al Cda della Riccitelli il Parco della Scienza (spostando il consiglio in Provincia) e il palaScapriano, la società punta sull’aula magna dell’università. Ma servono comunque lavori
TERAMO. La chiusura del teatro comunale per i lavori di riqualificazione mette in forse la stagione di prosa della società Primo Riccitelli. In città, ad oggi, non vi è un luogo alternativo e adeguato nell'immediato a ospitare spettacoli come quelli che da anni la Riccitelli organizza con successo. La questione è stata al centro di un consiglio di amministrazione straordinario che si è svolto martedì alla presenza della presidente Alessandra Striglioni ne' Tori, dei consiglieri, del sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto, dell'assessore alla cultura Antonio Filipponi e del vice presidente della Provincia Andrea Core.
L'amministrazione comunale ha messo sul tavolo le sue proposte e quella provinciale ha dato la disponibilità a collaborare. Le alternative sono poche. E non tutte funzionali. In pole position c'è il Parco della scienza: la sala che ospita il consiglio comunale andrebbe adeguata con degli interventi, soprattutto per il palcoscenico e le sedute, e andrebbe trovata una nuova “casa” per l'assise civica. Questa potrebbe tornare in centro: fra le ipotesi ci sarebbe quella della sala consiliare della Provincia, concordando un calendario con l'ente. Fra le proposte anche il palazzetto di Scapriano, dove si sta intervenendo per ridurne gli spazi e renderlo più gestibile per eventi di piccole e medie dimensioni. Qui, però, l'acustica rappresenterebbe un problema rilevante. Altra location, proposta dalla società, è l'aula magna dell'università che già ospita i concerti della Riccitelli ma che andrebbe adeguata alle necessità della prosa. Infine gli amministratori hanno illustrato il progetto della struttura da realizzare alle spalle del tribunale: un teatro da 500 posti, con spazi per attività artistiche di varia natura. I tempi, per questa soluzione, sarebbero però più lunghi: un anno. La Riccitelli questo tempo non ce l'ha se vuole mettere in agenda una stagione che parta almeno a gennaio. La volontà della società è proprio questa: organizzare un calendario compatibile con gli spazi a disposizione. «Gli amministratori ci hanno illustrato le possibilità percorribili e sulla base di queste iniziamo ora a fare le valutazioni tecniche e artistiche», commenta Striglioni ne' Tori, «noi vogliamo organizzare la stagione, ma occorre fare i conti con gli spazi che in ogni caso non saranno quelli del teatro, la cui riqualificazione comunque ci trova favorevoli», conclude la presidente. Per l'assessore Filipponi «ora c'è da valutare quale sia lo spazio migliore, in termini tecnici ed economici: l'obiettivo comune è di non fermare comunque la stagione di prosa. Fra un mese faremo il punto con la società».
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