Statale chiusa, si attende la perizia sui tigli

Ieri non è arrivata. Intanto gli ambientalisti chiariscono: «Mai detto no al taglio delle piante malate»
MARTINSICURO. Fino a ieri pomeriggio negli uffici del Comune truentino ancora non era arrivata la perizia, commissionata dall’ente comunale a un agronomo, sullo stato dei tigli che costeggiano il tratto della statale 259 chiuso al traffico dall’Anas da oltre una settimana dopo la caduta di tre alberi, con conseguenze molto pesanti sulla circolazione e anche sull’economia della zona. Si aspetta con trepidazione la perizia dell’agronomo, punto d’inizio per riaprire il tavolo con l’Anas e pianificare la riapertura della strada in sicurezza.
Intanto chi in passato, dopo i primi tagli degli alberi, aveva denunciato l’Anas intende chiarire la propria posizione. «La nostra richiesta», scrive in una nota Giuliano Marsili, portavoce del gruppo di ambientalisti che si erano opposti al taglio delle piante sin dal 2018, «è che gli alberi sani non vengano tagliati, di provvedere alla manutenzione di quelli esistenti e di riaprire in maniera urgente della 259 dopo il taglio di quelli malati. Nessuno si è opposto al taglio di alberi malati e pericolosi nel tratto ora chiuso. Va anche reso noto che molti alberi sono caduti in seguito al vento forte, nonostante sani, a causa della mancata manutenzione e potatura, che questa associazione chiede da anni. Nessuno delle associazioni e dei comitati da me rappresentati si è mai opposto al taglio degli alberi a suo tempo contrassegnati con la croce rossa dalla Forestale. Non si comprende il motivo del mancato abbattimento dei tigli secolari malati e pericolosi. Nelle denunce presentate alla Procura della Repubblica di Teramo abbiamo chiesto di indagare anche sul fatto che esiste un commercio sotterraneo di alberature e chiome per le centrali a biomassa».
Sandro Di Stanislao

