Statale interrotta, l’appello delle imprese

Confcommercio e Confesercenti chiedono una soluzione rapida. E Pepe invita Marsilio a intervenire
MARTINSICURO. Ogni giorno che passa si acuiscono i problemi relativi alla chiusura del primo tratto della statale 259 della Val Vibrata, decisa dall’Anas dopo la caduta di tre alberi, e ci sono nuove prese di posizione sulla vicenda.
«Seguiamo con preoccupazione la vicenda della chiusura della Ss 259 in territorio di Martinsicuro», si legge in una nota congiunta a firma di Federalberghi Confcommercio Abruzzo, Confesercenti e Assoturismo Abruzzo, «è auspicabile che la crisi infrastrutturale scatenata dalla chiusura decisa da Anas dell’unico collegamento diretto tra i paesi della Val Vibrata e i tre comuni costieri di Martinsicuro, Tortoreto e Alba Adriatica trovi una immediata soluzione. Vengono in questi giorni rilevate notevolissime difficoltà al trasferimento interno dei cittadini e del mondo del lavoro, al trasporto pubblico e scolastico, alla fornitura e consegna dei materiali verso i nuclei industriali, all’accesso alle aree commerciali della grande distribuzione e ai trasporti e servizi d’urgenza espletati dai mezzi di soccorso dei vigili del fuoco e dal pronto intervento dell’assistenza medica e dei servizi ospedalieri. Esistono inoltre le preoccupanti condizioni perché si inneschi un effetto domino dovuto al carico di traffico veicolare riversatosi su assi viari non predisposti all’assorbimento di fenomeni di tale intensità».
Il consigliere regionale del Pd Dino Pepe ha scritto una lettera al presidente della Regione Marco Marsilio chiedendogli «un interessamento urgente e diretto volto alla pronta soluzione della problematica». L’Anas, però, non sembra intenzionato alla riapertura se non quando una perizia tecnica accerterà che i tigli lungo il tracciato non sono a rischio caduta. La storia è iniziata nel 2018 con i primi tagli da parte dell’Anas, subito contestati dal comitato di via Risorgimento e da associazioni ambientaliste che portarono al blocco dei tagli e a ricorsi nei confronti dell’Anas. Oggi il comitato di via Risorgimento e il gruppo consiliare di Europa Verde rimarcano la loro perplessità per non essere stati invitati, come da richiesta fatta, al recente tavolo in prefettura. «Un tavolo di lavoro», scrivono in una nota, «che aveva lo scopo di sciogliere alcuni nodi interlocutori tra enti coinvolti e provare a smontare l’assurda posizione presa da Anas, che rifiuta qualsiasi alternativa al taglio totale. Nonostante le forze di minoranza, insieme al comitato, avessero chiesto formalmente di essere parte di questo tavolo, il rifiuto è arrivato pronto e deciso, dando luogo a un consesso privo dei più basilari principi democratici, negando un contraddittorio dovuto e partecipato. È mancata anche una condivisione successiva, che avrebbe compensato in parte l’accesso negato».
Sandro Di Stanislao

