Stato Antartico, Gratteri chiede il processo per i tre teramani

29 Gennaio 2023

Il commercialista Gambini, il consulente Lombardi e il medico Petrella coinvolti con altre 27 persone Il procuratore contesta l’associazione finalizzata alla truffa, maxi capo d’imputazione di 1.600 pagine

TERAMO. È con un capo di imputazione di 1.600 pagine, a sostanziare le pesanti accuse, che la Procura di Catanzaro chiude l’inchiesta sulla presunta truffa dello Stato Antartico e chiede il processo per 30 persone. Tra questi il commercialista teramano Enrico Gambini tornato in libertà dopo un periodo ai domiciliari (difeso dall’avvocato Cataldo Mariano), il consulente tecnico di Pineto Federico Lombardi ancora ai domiciliari (assistito dall’avvocato Maria Assunta Chiodi) e il medico no vax Roberto Petrella (assistito dall’avvocato Tommaso Navarra). L’udienza preliminare è in programma per il 15 febbraio: sarà il giudice a decidere se disporre il rinvio a giudizio o un non luogo a procedere. I tre teramani sono coinvolti nella maxi inchiesta aperta dalla Procura di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri, su quella che gli inquirenti ritengono essere una colossale truffa messa a segno in tutta Italia dal gruppo che, secondo l’accusa, si sarebbe inventato l’esistenza dello Stato Teocratico Antartico di San Giorgio e che, sempre secondo l’accusa, avrebbe preso soldi per concedere le cittadinanze, prospettando vantaggi di vario tipo tra cui anche molti di natura fiscale.
Secondo l’ipotesi accusatoria, per dare credibilità agli occhi delle vittime i trenta avrebbero messo in piedi un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa e al falso (le ipotesi di reato contestate) utilizzando tutta una serie di artifici tra cui la creazione (sempre secondo l’accusa senza alcun riconoscimento ufficiale) di varie istituzioni come Corte di Giustizia, Governo Supremo, varie delegazioni territoriali, di una gazzetta ufficiale, di numerosi siti internet e, soprattutto, di documenti d’identità anche validi per l’espatrio. In tal modo, sostiene l’accusa, avrebbero indotto oltre 700 persone residenti in tutta Italia a chiedere e ottenere la cittadinanza dell’inesistente Stato Antartico previo pagamento di una somma di denaro variabile tra i 200 e i 1.000 euro. Così, a questo proposito ha scritto il gip Matteo Ferrante a pagina 5 dell’ordinanza cautelare: «Pur nell’assoluta consapevolezza della totale non veridicità delle loro affermazioni, essi hanno falsamente prospettato, in cambio dell’acquisto della cittadinanza, la possibilità di poter conseguire diversi benefici in alcun modo ottenibili tra cui una tassazione agevolata con imposta al 5% con contestuale esonero dell’imposizione in Italia, iscrizione al Pra (il Pubblico registro automobilistico) diversi autoveicoli a carico dello Stato di san Giorgio per evitare azioni esecutive, la possibilità di creare criptovaluta utilizzando lo Stato di San Giorgio, la possibilità di ottenere titoli di studio e abilitazioni per poter esercitare professioni in Italia, la possibile esenzione dall’Iva per gli acquisti effettuati dalle imprese aderenti».
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