«Stato d’emergenza contro l’erosione»

La giunta comunale scrive al Governo e alla Regione: «Servono subito fondi dopo la mareggiata di novembre»
ALBA ADRIATICA. L’erosione della spiaggia si aggrava e Alba Adriatica chiede lo stato di emergenza al Governo e alla Regione Abruzzo, con conseguente assegnazione di risorse finanziarie straordinarie per le spese immediate di primo intervento e quelle successive mirate a garantire un rapido ritorno alle condizioni di normalità.
La giunta guidata dal sindaco Antonietta Casciotti, come aveva preannunciato, ha proclamato lo stato di emergenza per gli eventi meteomarini dello scorso novembre: una mareggiata che ha praticamente cancellato la cosiddetta spiaggia di alimentazione realizzata dalla Regione nel giugno scorso, e che già si era più che dimezzata nel corso dell’estate e nei primi mesi autunnali, producendo danni per centinaia di migliaia di euro a diversi stabilimenti della zona nord e ad alcuni di quella centrale. L’evento del 21 novembre ha insomma aggravato l’erosione già evidente dell’arenile. L’ente era già stato costretto a intervenire, in via straordinaria, per la disostruzione degli scarichi a mare delle condotte delle acque meteoriche, al fine di prevenire il pericolo di allagamento della città. Queste condotte sono state danneggiate durante la mareggiata e dovranno essere ricostruite. Per tutti questi motivi, a tutela degli interessi pubblici e privati, il sindaco Casciotti ha inoltrato richiesta alla presidenza del Consiglio dei ministri, per il tramite della Regione Abruzzo, del riconoscimento dello stato di emergenza, un sistema attraverso cui avviare le pratiche per i ristori economici dei danni subiti.
L’erosione, rispetto alla precedente grande mareggiata del novembre 2019, si è spostata a sud per ulteriori 150 metri. Se prima arrivava allo chalet Alba Beach, ora ha sfiorato il Walkiki. Il Comune di Alba ha dovuto vietare gli accessi a spiagge libere e aree di pertinenza degli stabilimenti, che restano interdetti a chiunque. I titolari degli chalet colpiti dovranno mettere mano alle loro strutture, alcune delle quali sono state minate dalle fondamenta con il mare che ha scavato sotto e attorno. Per accedere agli stabilimenti il Comune ha chiesto il deposito di una perizia che assicuri l’incolumità di chiunque debba entrare.
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