Stipendi richiesti all’ex assessore Il giudice: «Nessuna irregolarità»

16 Dicembre 2022

Respinto il ricorso del Comune per la restituzione delle indennità percepite in due anni da Giovanardi:  «Legittimo l’aumento deciso dalla giunta, era previsto dalle norme». L’ente pagherà le spese legali

GIULIANOVA . «Nessun indebito arricchimento». Il giudice di pace respinge così la richiesta del Comune per la restituzione di circa 2.400 euro da parte dell’ex assessore Germano Giovanardi. Secondo l’ente quella somma è stata percepita illegittimamente dall’ex amministratore a titolo di indennità di funzione. Non è così per il magistrato onorario Simona Bondi Ciutti che ha firmato la sentenza destinata a diventare punto di riferimento per tutti gli altri casi contestati. L’amministrazione guidata da Jwan Costantini, infatti, ha richiesto in totale circa 240mila euro a chi l’ha preceduta in Comune tra il 2009 e il 2018. In causa sono stati chiamati l’ex sindaco Francesco Mastromauro e una sfilza di ex assessori per la restituzione di quote dei loro compensi ritenute non dovute. Nel caso di Giovanardi, che è stato in giunta da novembre 2015 a gennaio 2017, da recuperare ci sarebbero stati 2.372 euro. La sentenza evidenzia le ragioni esposte dall’amministrazione e che si intendono far valere anche per tutti gli altri ex amministratori coinvolti. «Il Comune ha agito in giudizio sul presupposto di compiere un atto dovuto, ritenendo di essere legittimato ad agire per la ripetizione della somma a suo dire indebitamente percepita dal professionista».
L’indennità di Giovanardi, insomma, sarebbe stata «basata su una determinazione errata». Il compenso sarebbe stato liquidato, secondo la tesi dell’ente, «in eccedenza, applicando norme che, a seguito di un attento esame, sono risultate smentite dalla situazione di fatto e di diritto determinatasi nel tempo». Per il giudice di pace, però, il riferimento normativo preso dal Comune costituisce «un’indicazione riduttiva che non tiene conto delle delibere della giunta intervenute e del combinato disposto delle norme che consente alle amministrazioni locali di modificare l'importo delle indennità di funzione del proprio esecutivo, parametrandolo alla retribuzione del segretario generale». Nel rideterminare i compensi degli amministratori, dunque, l’ente avrebbe esercitato un’autonoma facoltà consentita dalla legge.
«Il Comune con atto di giunta n. 305/2002 deliberava di aumentare le indennità di funzione degli amministratori che venivano parametrate alla retribuzione del segretario comunale, con applicazione della maggiorazione del 5%», chiarisce la sentenza, «la limitazione alla possibilità di modificare le indennità di funzione è intervenuta successivamente e tutt’oggi ancora non vi è il decreto che determina i nuovi compensi, tanto che deve intendersi che valga ancora il precedente meccanismo di determinazione». Secondo il giudice ne consegue dunque che le indennità sono state correttamente definite e inserite nei bilanci approvati in consiglio senza contestazioni. «In conclusione alcun rimborso è dovuto da Giovanardi», evidenzia il giudice che nega comunque un eventuale risarcimento all’ex amministratore e condanna il Comune al pagamento di spese legali per circa 1.200 euro.
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