Stop europeo allo strascico Esplode l’ira dei pescatori

Armatori e sindacalisti giuliesi alla manifestazione nazionale contro il piano Bertoni (mercato ittico): «Con queste disposizioni il comparto sarà cancellato»
GIULIANOVA. Protestano i pescatori giuliesi, che venerdì alle 7 hanno aderito alla mobilitazione nazionale per dire no allo smantellamento della pesca a strascico, come previsto dalle nuovo piano d’azione europeo. L’Ue prevede infatti una forte limitazione della pesca a strascico in tutto il territorio comunitario entro il 2030 e propone la creazione di ulteriori aree marine protette. Questo scenario, secondo operatori del settore e sindacati, porterà ad una totale dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di prodotti ittici. Nino Bertoni presidente del Flag Costa blu e presidente del consorzio “Mercato ittico Giulianova”, era presente alla manifestazione di venerdì mattina assieme ai pescatori. «L’iniziativa è andata bene, si sperava in una maggiore partecipazione dei produttori, che forse non sono sufficientemente informati, oppure non possono credere che effettivamente la comunità europea voglia interrompere la pesca a strascico», dichiara, «questo è solo l’inizio di un percorso che comporterà la fine della pesca nell’Adriatico e quindi di conseguenza anche a Giulianova».
Secondo Bertoni, di questo passo, anche il comparto della pesca giuliese rischia di scomparire definitivamente: «C’è stata una buona partecipazione degli armatori dello strascico, che hanno aderito manifestazione», continua il presidente del Flag, «anche se il problema non viene forse percepito per la sua gravità: molti di loro, visto che non c’è stato un ricambio generazionale, né la possibilità di ammodernare le imbarcazioni, sperano nella demolizione e nella rottamazione delle barche, il che porta, di conseguenza, alla cessazione delle attività, che difficilmente potranno essere riprese». Anche Federpesca insieme ad altre sigle sindacali è intervenuta, attraverso una nota congiunta, sulla manifestazione di venerdì. «Abbiamo avuto un incontro con il ministro Lollobrigida, per condividere l’assoluta contrarietà dell’Italia al piano di azione Ue, e per difendere un settore strategico per l’approvvigionamento alimentare dell’Italia», afferma Federpesca unitamente a Coldiretti, Impresa pesca, Alleanza delle cooperative italiane, Fai Cisl, Flai Cgil e Uila pesca, «il ministro Lollobridgida ci ha confermato che, nel consiglio europeo che si terrà la prossima settimana a Bruxelles, l’Italia voterà contro la proposta del piano di azione. Continueremo insieme al Governo e al parlamento italiano questa discussione», concludono le associazioni datoriali e sindacali, «per invertire una tendenza che, negli ultimi anni, ha umiliato il settore della pesca e che deve quindi essere fermata una volta per tutte».
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