Strage nel cantiere a Firenze: acquisite nuove carte alla Rdb

20 Febbraio 2024

La polizia postale dell’Aquila torna nella sede di Atri per ottenere anche le schede tecniche delle travi Il procuratore di Firenze: «Nell’area riscontrate molte criticità, c’erano anche operai irregolari» 

TERAMO. Una nuova acquisizione di atti nella sede di Atri della Rdb Italprefabbricati scandisce i tempi dell’inchiesta sulla strage di Firenze con quattro operai morti e un disperso. A meno di 24 ore dal primo blitz, ieri gli agenti della polizia postale sono tornati negli uffici del colosso abruzzese per prendere ulteriore documentazione tra cui le schede tecniche della trave di cemento crollata nel cantiere Esselunga e ulteriore materiale riguardante appalti e subappalti. L’azienda (amministratore Alfonso D’Eugenio) ha fornito tutte le travi e ha subappaltato ad altre imprese i lavori per l’installazione dei manufatti in cemento, tra cui anche quello crollato.
La Procura fiorentina indaga per omicidio colposo plurimo e crollo colposo: per ora un fascicolo a carico di ignoti ma è evidente che il lavoro di acquisizione atti delegato alla polizia giudiziaria faccia intuire per i prossimi giorni l’emissione di numerosi avvisi di garanzia probabilmente già prima delle autopsie: in questa fase atti dovuti proprio in previsione di accertamenti irripetibili. Non solo le autopsie, ma anche le consulenze tecniche che dovranno essere disposte per ricostruire la dinamica della strage nel cantiere Esselunga della città toscana.
«Un cantiere con molte criticità» lo ha definito il procuratore di Firenze Filippo Spiezia riferendo che «il dato molto empirico che ci siamo fatti da un primo sopralluogo è che vi fossero diverse criticità, che abbiamo constatato nel momento in cui ci siamo portati nel cantiere per il nuovo supermercato dell'Esselunga». Un cantiere con delle criticità, dunque, è la prima fotografia su cui si è focalizzata la ricostruzione della Procura di Firenze avviata per accertare cause e responsabilità del cedimento strutturale che ha provocato quattro morti tra cui il 59enne originario di Montorio Luigi Coclite, un disperso e tre feriti gravi. Il procuratore ha confermato che al momento non ci sono indagati, aggiungendo che gli uffici stanno per ricevere le prime relazioni dai vari organismi di polizia giudiziaria dopodiché potrebbero esserci le eventuali iscrizioni di garanzia. «Siamo in attesa di ricevere le prime comunicazioni formali», ha affermato Spiezia. Sulla dinamica che ha causato il crollo della trave - o di un suo elemento specifico che non sarebbe stato ancora ben fissato; si ipotizza in gergo un dente, un mozzo, uno snodo non stabilizzato - ha detto «è prematuro, non possiamo dire nulla». Spiezia ha confermato l’acquisizione di atti non solo nella Rdb Italprefabbricati ma in decine di società impegnate in appalti e subappalti nel cantiere fiorentino: una galassia di 62 nomi.
Intanto la grande trave crollata è stata rimossa la notte tra domenica e lunedì. Si muoveva ancora ed è stata tolta. Resta sequestrata, è corpo di reato. Levarla ha reso più sicure le ricerche da parte dei vigili del fuoco dell'ultimo disperso, un 56enne marocchino. Delle quattro vittime extracomunitarie due sono risultati irregolari col permesso di soggiorno. Lo ha confermato Spiezia che ha sottolineato anche le difficoltà legate all’identificazione delle vittime.
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