Strategie per evitare le truffe I carabinieri aiutano gli anziani

ROSETO. Come difendersi dalle truffe casalinghe. Di questo ha parlato il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Pier Vittorio Romano, il quale lunedì pomeriggio ha incontrato un gruppo...
ROSETO. Come difendersi dalle truffe casalinghe. Di questo ha parlato il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Pier Vittorio Romano, il quale lunedì pomeriggio ha incontrato un gruppo di rosetani nel centro Piamarta di Roseto, annesso alla parrocchia del Sacro Cuore.
L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito della campagna a tutela soprattutto degli anziani, vittime sempre più spesso di truffatori e malviventi nelle proprie case. Il colonnello Romano ha chiesto agli intervenuti di raccontare le proprie esperienze e, immancabilmente, sono state molte le testimonianze di fatti accaduti.
L’ufficiale dei carabinieri ha quindi illustrato gli espedienti più comuni utilizzati dai truffatori per introdursi nelle case: da chi si spaccia per creditore di un parente, magari per l’acquisto di un computer, a chi, soprattutto in questo periodo post terremoto, si presenta come un incaricato di controllare la stabilità dell’edificio. Come se non bastasse ci sono persone che si annunciano come carabinieri. «In ogni caso», ha sottolineato Romano, «non fate entrare persone sconosciute in casa, ma parlate solo per citofono e, nel caso, chiamate i carabinieri o le altre forze di polizia per qualsiasi dubbio».
Padre Antonio Ghidoni, parroco del Sacro Cuore, ha sensibilizzato gli anziani a stare attenti anche a chi bussa alla porta dicendo di essere della chiesa. «Noi non mandiamo nessuno nelle case», ha ribadito il sacerdote, «quindi state attenti». All’incontro hanno partecipato il comandante della stazione dei carabinieri, maresciallo Bonaventura Dell’Erba e l’assessore Luciana Di Bartolomeo in rappresentanza dell’amministrazione comunale.
«Ringrazio i carabinieri», ha sottolineato il sindaco Sabatino Di Girolamo, «per la consueta e costante opera di assistenza e collaborazione con le comunità della provincia, per prevenire episodi criminosi che, proprio perché colpiscono fasce deboli della popolazione, assumono carattere ancor più grave». .ce.)
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