Stroncato da un infarto Lino Felicione

Pineto, il noto imprenditore aveva 50 anni. Era appena arrivato in palestra, ma non aveva ancora iniziato l’attività fisica
PINETO. Muore a Pineto a 50 anni, stroncato da un infarto, il noto albergatore e imprenditore Lino Felicione. L’attacco cardiaco è stato fulminante e lo ha colpito mentre era in una nota palestra della città. Testimoni raccontano che era entrato intorno alle 12.30 e che non aveva neanche iniziato a fare attività fisica. Mentre era con il suo allenatore, in procinto di iniziare l’attività si è accasciato improvvisamente. Vani sono stati i tentativi di rianimarlo. Sul posto è arrivata un’ambulanze del 118 , ma il medico non ha potuto fare altro che attestarne il decesso. Felicione era solito fare camminate sul tapis roulant e degli esercizi non impegnativi, che non richiedevano un particolare sforzo fisico.
La titolare della palestra, raggiunta al telefono ieri, è apparsa sconvolta dall’accaduto e ha affermato: «Per noi Lino era un carissimo amico, è stato uno shock assistere alla scena. Non aveva neanche iniziato l’attività fisica quando si è accasciato. I soccorsi sono stati immediati, ma non c’è stato nulla da fare».
Felicione era un personaggio molto conosciuto in città e da qualche tempo amava fare molta attività fisica e passeggiate sotto la pineta utilizzando anche la bici. Era proprietario dell’ albergo e del lido Felicioni, nel quartiere di villa Ardente a Pineto, di un grande residence sul lungomare di Roseto e dell’ hotel Ariminum a Montesilvano. Gestiva anche alcuni stabilimenti balneari. Come imprenditore si era sempre battuto per proporre alle varie amministrazioni comunali programmi per il rilancio del turismo che lui definiva «unica vera fonte della città».
Aveva anche investito nell’editoria tanto da creare la casa editrice “Cassandra” sita nella zona industriale a Scerne di Pineto e attualmente gestita dal figlio. Da qualche anno aveva intrapreso anche l’avventura ne settore delle costruzioni di impianti fotovoltaici creando la ditta Felicione Energy. La sua azienda è rientrata a far parte di una rete di imprese consorziate con attività in India e qualche tempo fa insieme l figlio Francesco aveva partecipato a New Delhi ad una fiera sul settore energetico esponendo i suoi prodotti innovativi.
La sue passione eranoa da sempre l’arte culinaria e la musica: suonava il sassofono e spesso si esibiva nelle feste estive organizzate nei suoi stabilimentibalneari. Aveva anche una band di amici con cui si esibiva davanti ai turisti.
Felicione lascia la moglie Annamaria e due figli Antonio e Francesco. Tutti lavoravano con lui ricoprendo varie cariche nelle aziende. Il padre di Felicione aveva iniziato l’attività nel settore turistico ed era morto prematuramente, quando il figlio era ancora molto giovane. Così, insieme alla madre, Lino Felicione aveva dovuto subito mettersi a lavorare per gestire i beni di famiglia che costituisco oggi una fetta dell’imprenditoria locale della costa teramana e non solo. Ancora in vita la sua nonna ultracentenaria. La camera ardente ieri è stata allestita nella sua abitazione in viale Abruzzo. Il funerali si svolgeranno oggi alle ore 15.30 nella chiesa parrocchiale di Sant’Agnese a Pineto centro. Il cordoglio è arrivato ai familiari da parte di molti cittadini e conoscenti pinetesi. Ieri pomeriggio la notizia della sua scomparsa si è sparsa velocemente in città lasciando tutti increduli e addolorati perché l’imprenditore era una persona molto stimata e benvoluta.
Domenico Forcella
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