Sub pescarese morto dopo l'immersione, mercoledì l'autopsia

Il corpo di Matteo Cavarocchi recuperato domenica a 70 metri di profondità grazie al robot dei vigili del fuoco. Fissata al 2 novembre l'autopsia che dovrà chiarire se il giovane è stato colto da malore o ha avuto un incidente
GIULIANOVA. Le squadre di sommozzatori di Teramo, Milano e Reggio Calabria, con la barca del Comando di Ancona, hanno completato domenica mattina le operazioni di ricerca e recupero di Matteo Cavarocchi, 28 anni di Pescara, il sub disperso da mercoledì mattina in prossimità della piattaforma "Squalo", al largo di Roseto degli Abruzzi (Teramo).
Alle 12,40 il corpo del sub è stato individuato dal robot dei Vigili del fuoco, mentre le operazioni di recupero sono state completate alle 13,20. Al momento la barca è rientrata al porto di Giulianova e il corpo del sub è stato messo a disposizione dell'autorità giudiziaria nell'obitorio dell'ospedale. L'allarme mercoledì scorso era stato tanto dal compagno di immersioni del giovane farmacista, ma i sommozzatori, dopo aver trovato il suo fucile grazie ai robot subacquei, avevano dovuto interrompere le ricerche a causa del maltempo. Le ricerche sono riprese oggi con un grande dispiegamento di sommozzatori: purtroppo il giovane era morto.
Sarà l'anatomopatologo Pietro Falco di Chieti ad effettuare, mercoledì 2 novembre, l'autopsia su Matteo Cavarocchi. Proprio in queste ore il pm Enrica Medori ha infatti affidato l'incarico al professionista di Chieti per iniziare a chiarire cosa sia successo mercoledì e stabilire se il giovane abbia avuto un malore prima di inabissarsi. Cavarocchi era impegnato in attività di pesca subacquea in apnea, in prossimità della piattaforma "Squalo", insieme ad un amico, che ha lanciato l'allarme non vedendolo riemergere. Il corpo era sul fondale, profondo in quell'area oltre 70 metri, nei pressi della piattaforma. È stato individuato grazie a un Rov (Remotely Operated Vehicle) dei Vigili del Fuoco, denominato Perseo, cioè un robot sottomarino con sonar e manipolatore per il recupero di oggetti o corpi, filoguidato da una postazione remota in superficie. Strumentazione appositamente arrivata in Abruzzo. Alle ricerche hanno partecipato anche cinque sommozzatori dei vigili del fuoco di Milano e Reggio Calabria, insieme ai colleghi di Teramo, con la Motobarca del Comando dei vigili del fuoco di Ancona, impiegata come base operativa. Le operazioni sono state coordinate dalla Capitaneria di Porto di Pescara.

