«Sulla Bonifica continui controlli ma la nostra azione non basta»

17 Dicembre 2017

De Simone fornisce i numeri dell’attività anti-prostituzione (in un anno e mezzo 55 servizi speciali) e auspica una sempre maggiore collaborazione con associazioni di volontariato e Comuni

TERAMO. Continueremo a vedere schiave del sesso nigeriane sulla Bonifica del Tronto, perché con le leggi attuali appare impensabile eliminare un fenomeno non nuovo e che sta crescendo a causa di una sempre maggiore, e sempre più incontrollata, immigrazione dalla Nigeria. Ma la questura non ha mollato, e fa la sua parte quantomeno per arginare il problema. È questo quanto si evince dalle dichiarazioni del questore Enrico De Simone al Centro, che ha contattato il massimo responsabile dell’ordine pubblico in provincia dopo che è stato diffuso il documentario “On the road”, realizzato sulla Bonifica dal quotidiano inglese “The Guardian”.
In quel video impietoso sono del tutto assenti le forze dell’ordine e ci si concentra sulle terribili storie di vita delle prostitute nigeriane e sull’opera quotidiana che svolgono per salvarle dalla schiavitù del sesso i volontari dell’associazione “On the road” di Martinsicuro. Ma De Simone, numeri alla mano, fa notare che la questura è sul pezzo, in particolare da quando c’è lui alla guida. «Il problema esiste da anni», evidenzia, «e noi abbiamo anche problemi di prostituzione da altre parti. Sul problema Bonifica, però, io da quando sono arrivato a Teramo nel luglio del 2016 mi sono molto concentrato. Nel 2016 lungo la provinciale del Tronto abbiamo fatto 15 specifici servizi speciali con l’ausilio di equipaggi del reparto prevenzione crimine Abruzzo, impegnato 105 pattuglie, identificato 377 persone e controllato 326 veicoli. Nel 2016 abbiamo anche irrogato 10 misure di prevenzione del divieto di ritorno nei comuni interessati, e alcune destinatarie erano prostitute. L’attività si è più che raddoppiata nel 2017: 40 specifici servizi (serali, notturni e diurni) sempre con l’ausilio del reparto, 129 pattuglie impegnate, 1.155 persone identificate, 698 veicoli controllati».
Se si fa notare a De Simone che comunque le nigeriane sulla Bonifica continuano ad esserci a qualsiasi ora, la risposta è: «La prostituzione non è un reato e, al di là delle ordinanze dei sindaci per scoraggiare prostitute e clienti con le multe, il problema è garantire una presenza continua per dissuadere la clientela. Perché se non c'è la domanda, crolla anche l'offerta. Questo è il nostro scopo, l'occupazione del territorio. Dove stiamo noi, non stanno loro. E il fenomeno è meno visibile da quest'anno. Ma è molto importante un’azione congiunta tra polizia, associazioni preposte alla protezione e al reinserimento delle prostitute ed enti locali, ovvero i Comuni interessati, che mi sembrano sensibili. La nostra azione da sola non basta».
De Simone non può, al riguardo, non citare la collaborazione della questura con “On the road”, che definisce «associazione qualificata con operatori molto professionali e sempre disponibili per eventuali emergenze, ovvero per accogliere donne in pericolo perché si ribellano alle organizzazioni che le sfruttano».
E queste organizzazioni, che sembrano invincibili, come si combattono? «Ovviamente», dice De Simone, «ai controlli sulla Bonifica si affianca un’attività investigativa per scoprire lo sfruttamento. Nel 2014 in Val Vibrata c’è stata una grossa operazione della squadra mobile nella quale sono stati sequestrati 29 appartamenti, con riflessi anche sui proprietari degli immobili. Indagini su questo filone sono tuttora in corso».
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