Sulla scuola da demolire non c’è ancora un accordo

Il sindaco ribadisce il progetto, la dirigente chiede le carte per farlo valutare dagli organi collegiali. L’idea di Ciancaione: «Prima costruite il nuovo edificio»
ROSETO. Restano distanti le posizioni dell’amministrazione comunale e della dirigenza della Fedele Romani sul progetto di demolizione e ricostruzione della scuola media presentato dall’attuale amministrazione con il bando “Scuola Futura” per ottenere il finanziamento da 10 milioni di euro. Nell’incontro di ieri sera in aula consiliare tra le forze politiche e i rappresentanti della Fedele Romani, infatti, il sindaco Mario Nugnes ha ribadito l’idea progettuale spiegandone le motivazioni, e la dirigente Anna Elisa Barbone ha richiesto la documentazione relativa al progetto. «Una volta che avremo questi documenti», precisa Barbone, «gli organi collegiali si riuniranno e valuteremo il da farsi».
LA PROPOSTA. Una proposta di mediazione è arrivata dalla consigliera d’opposizione Rosaria Ciancaione. «Si potrebbe prima costruire la nuova scuola», spiega Ciancaione, «in una zona vicina all’attuale edificio, e poi magari abbatterlo. In questo modo si risolverebbe anche la problematica dei numerosi studenti che non avrebbero un posto in cui andare e non si perderebbe il finanziamento da 10 milioni di euro. Questa è stata la mia proposta, che spero possa venire accolta».
LE POLEMICHE. L’accordo tra le parti dunque, dopo due settimane di polemiche roventi, ancora non è arrivato. Dopo l’annuncio del 2 marzo dell’amministrazione comunale sulla presentazione del progetto di abbattimento della media Romani e della realizzazione di una scuola di ultima generazione, prima il consigliere d’opposizione Nicola Petrini, e successivamente l’ex consigliere William Di Marco, hanno criticato aspramente la scelta dell’amministrazione, a loro avviso non consona, consigliando di pensare a edifici più datati, ad esempio la scuola D’Annunzio. A sorpresa, il 13 marzo, è uscita la nota firmata dalla dirigente scolastica Barbone, approvata da collegio docenti e consiglio d’istituto, nella quale si parlava del “mancato coinvolgimento della comunità scolastica” e della contrarietà al progetto. Tre giorni dopo, il 16 marzo, dura risposta del sindaco Nugnes alla dirigente Barbone: «Spiace che la dirigente scolastica abbia ritenuto di non essere stata informata a sufficienza sulla portata del progetto per la scuola media Fedele Romani», ha affermato il primo cittadino, «perché ci risulta che questo non sia vero». Nugnes inoltre ha fatto capire che dietro la nota della dirigente ci fosse qualche spinta “politica”. A quel punto i sei consiglieri d’opposizione Ciancaione, Di Girolamo, Bellachioma, Di Giuseppe, Ginoble e Petrini si sono compattati contro le dichiarazioni del sindaco nei confronti della dirigente Barbone, alla quale hanno espresso solidarietà. Il dibattito si è poi spostato nello scorso consiglio comunale, e l’assessore alla pubblica istruzione Francesco Luciani ha ribadito le motivazioni della scelta dell’amministrazione sulla scuola Fedele Romani, ritenuta strategica anche in un’ottica di riqualificazione dell’intera area sportiva.
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