Sulla Villa cala il silenzio: la riapertura slitta ancora

16 Giugno 2023

L’amministrazione non dà indicazioni. Intanto sono da mettere a norma i bagni e va sistemata l’area eventi sul retro, che ospiterà il festival Roseto Opera Prima 

ROSETO. Tutto tace sulla villa comunale. L'amministrazione infatti, più volte sollecitata dal Centro, non rilascia dichiarazioni in merito alla sua riapertura, e questo lascia presagire che lo storico edificio resterà chiuso anche per questa estate. Sono passati ormai oltre sette anni dall'inizio dei lavori (aprile 2016): ora il Comune, prima di riaprire il solo piano terra, deve provvedere a installare una caldaia e a rimettere il mobilio. Nel frattempo gli spazi esterni della Villa, ovvero il giardino e la parte sul retro, saranno utilizzati in estate per gli eventi, uno su tutti il festival cinematografico Roseto Opera Prima, che si svolgerà come lo scorso anno nel teatro all'aperto sul retro, dove però sono necessari alcuni interventi come la sistemazione di alcuni cavi elettrici penzolanti e, soprattutto, bisognerà affittare un palco, perché quello che c’era è stato buttato giù perché logoro. Inoltre i bagni non sono a norma e necessitano di importanti interventi, e accanto alla biblioteca c'è una grossa busta con dentro il guano dei piccioni, raccolto per ripulire la grondaia, che è lì da oltre un mese e dovrebbe essere rimossa per ridare alla zona il giusto decoro. L’unica nota positiva è la pulizia del giardino: ogni giorno due operai comunali provvedono alla sua cura.
Più volte durante questi anni, sia dalla precedente amministrazione sia da quella attuale, è stata espressa l’intenzione di riaprire lo storico edificio. Al momento però, quando tutto l’iter sarà completato, riaprirà solo il piano terra, dove le stanze restaurate sono destinate alla sede del Coc, il centro operativo comunale per le emergenze. Per le parti restanti, ovvero primo e secondo piano, e il seminterrato con meravigliosi affreschi, occorreranno ulteriori risorse. Secondo il cronoprogramma iniziale i lavori, iniziati il 24 giugno 2016 durante gli ultimi sei mesi dell’amministrazione Pavone, avrebbero dovuto essere conclusi entro il 2 dicembre 2017. Una prima perizia di variante però, dovuta a una serie di interventi “non previsti”, determinò un primo ritardo. La precedente amministrazione avrebbe voluto riaprire la villa entro giugno 2018, ma fu necessaria un’altra perizia di variante. I lavori sono stati bloccati due anni e mezzo, e per questo la Dag costruzioni ha richiesto un risarcimento danni all’ex amministrazione per il cantiere bloccato, inizialmente di 160mila euro, ma dopo un accordo bonario ridotto a 65mila euro. A dicembre 2020 è stato finalmente raggiunto l’accordo, e nei primi mesi del 2021 è stata approvata la perizia di variante per far ripartire i lavori.
Una volta riaperta la Villa bisognerà riportarci i mobili sparsi per il territorio comunale, che insieme a tanti volumi preziosi costituiscono i cosiddetti lasciti, un argomento che ha creato tante polemiche: questi lasciti, infatti, sono stati portati in varie sedi e più passa il tempo più rischiano di deteriorarsi.
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