Sulla villa comunale non si trova l’accordo Comune-impresa

A vuoto l’incontro per far ripartire i lavori dopo due anni La ditta chiede un risarcimento danni di 80mila euro
ROSETO. L’amministrazione comunale sperava di trovare un accordo con la ditta Dag costruzioni per la ripresa dei lavori della villa comunale fermi ormai da due anni e mezzo, ma la riunione di ieri mattina tra il sindaco Sabatino Di Girolamo, il vicesindaco Simone Tacchetti, i rappresentanti della ditta e i progettisti, si è conclusa con un nulla di fatto. Tre ore di confronto senza nessun risultato. C’è da approvare in giunta comunale la perizia di variante, già finanziata con 90mila euro, ma è necessaria la firma dell’atto di sottomissione da parte della ditta. Il problema, risolvibile secondo il primo cittadino, è la richiesta di risarcimento danni della ditta per il cantiere bloccato che il Comune deve in ogni caso soddisfare: la cifra richiesta a dicembre scorso, circa 160mila euro, pare essersi abbassata a 80mila.
L’esito della riunione, però, non scalfisce la sicurezza del sindaco a trovare una soluzione condivisa. «Con la riunione abbiamo posto le basi», dice Di Girolamo, «per una soluzione equa e condivisa che porti alla ripresa dei lavori a breve termine. Sono sicuro che il direttore dei lavori, la ditta e il nostro dirigente sapranno trovare il percorso tecnico migliore per arrivare al risultato che tutti auspichiamo». Secondo uno dei progettisti, Lorenzo Di Melchiorre, passerà ancora del tempo prima dell’effettiva ripresa dei lavori. «Dobbiamo fare delle valutazioni», spiega Di Melchiorre, «mettere tutto nero su bianco e cercare di convincere la ditta a trovare un accordo bonario. Se non si arriva a questo l’impresa non firmerà l’atto di sottomissione e la perizia dunque non può essere approvata». I lavori di adeguamento sismico, partiti circa quattro anni e mezzo fa durante l’amministrazione guidata dall’ex sindaco Enio Pavone, in un primo momento si sarebbero dovuti concludere entro dicembre 2017, ma una prima perizia di variante, dovuta a una serie di interventi “non previsti”, determina un primo ritardo. Gli attuali amministratori rosetani avrebbero sperato di riaprire la villa entro giugno 2018, ma ecco un’altra perizia di variante per nuovi imprevisti.
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