Super consulenza per l’operaio schiacciato contro il carroponte

Tortoreto, il pm si affida a un tecnico per ricostruire la dinamica del drammatico incidente La vittima, 36 anni, era di Montesilvano. Nell’inchiesta ci sono sei indagati per omicidio colposo
TORTORETO. E’ una super consulenza, con la formula dell’ accertamento tecnico irripetibile, quella che il pm Laura Colica affida per ricostruire e fare chiarezza sulla dinamica del drammatico infortunio sul lavoro costato la vita a Federico Agostinone, l’operaio 36enne di Montesilvano rimasto schiacciato contro il carroponte mentre lavorava su un cestello elevatore a dieci metri di altezza. La tragedia avvenne ad aprile in un capannone della ex Rdb, lungo la bonifica del Salinello a Tortoreto.
Ieri mattina il sostituto procuratore titolare del fascicolo ha assegnato l’incarico al consulente Faustino Colarusso. Due i quesiti posti: verificare l’efficienza e il funzionamento dei mezzi coinvolti e chiarire, anche sulla base dei risultati dell’autopsia, la dinamica del fatto. L’accertamento tecnico irripetibile è stato disposto nel contraddittorio delle parti e questo significa che sia i familiari della vittima sia i sei indagati (tutti rappresentanti delle varie società e in questa fase accusati di omicidio colposo) hanno potuto nominare dei propri consulenti che prenderanno parte alle operazioni. Il termine della riconsegna è fissato in sessanta giorni. Agostinone, figlio dell'ex capo dei vigili urbani di Montesilvano e papà di una bambina di otto anni, la mattina del 23 aprile era con un collega a lavorare in un capannone della ex Rdb lungo la bonifica del Salinello a Tortoreto. La Dg Service di Montesilvano, la ditta di cui era dipendente, infatti, aveva ricevuto l'incarico dalla Italprefabbricati, che ora è proprietaria dell'ex impresa di manufatti in cemento dichiarata fallita, di smontare le attrezzature. E intorno alle 10.30 Agostinone era entrato sul cestello elevatore per salire su, fino a dieci metri di altezza, e lavorare sul carroponte. Nel frattempo, a terra, un collega manovrava il carroponte. Non si sa che cosa sia successo con precisione, fatto sta che il cestello era andato a impattare contro la trave del carroponte. E il giovane operaio era rimasto schiacciato.
Il grido di dolore di Agostinone era rimbombato nel capannone ormai vuoto e aveva allertato il collega a terra. Che aveva tentato in tutti i modi di allentare la pressione della trave d'accaio sul fragile cestello. Le urla del collega avevano richiamato anche una coppia di persone che era nelle vicinanze ed entrambi hanno scavalcato il cancello per cercare di dare aiuto. Nel frattempo il collega era salito su un altro cestello elevatore per raggiungere Agostinone, che era ormai privo di sensi. Per il giovane operaio di Montesilvano non ci fu nulla da fare.(d.p.)
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