Superiori, soluzioni-tampone in attesa dei lavori per 11 milioni

La Provincia potrà spendere quei fondi solo nel 2023. Intanto trova nuovi spazi per l’Ipsia Marino, si muove per risolvere i problemi del liceo giuliese Curie e adegua una delle sedi dello Zoli di Atri
TERAMO. Ieri mattina, in un incontro con dirigenti scolastici, rappresentanti d’istituto e studenti delle scuole superiori, la Provincia ha reso conto del lavoro svolto durante l’estate negli istituti e della programmazione degli investimenti di lungo termine e di quelli a medio termine, manutenzioni straordinarie per oltre 11 milioni di euro che dovevano essere realizzate nei mesi estivi ma sono ancora ferme a causa della decisione del Governo di trasferire tutte le procedure nel grande contenitore del Pnrr, ritardandone di mesi la realizzazione. Un caso, questo, sollevato anche dall’Upi perché ha riguardato tutte le Province italiane. A fianco del presidente Diego Di Bonaventura e del consigliere Enio Pavone c’erano il dirigente Francesco Ranieri e la responsabile dell’edilizia scolastica Mariella Gabriele.
La riunione di ieri è servita anche ad annunciare come sono state affrontate le criticità contingenti, per le quali in estate l’ente ha speso un milione e 129mila euro. Il caso del liceo Curie di Giulianova e della contestata succursale di Colleranesco che ospita nove aule (vedi anche articolo in Giulianova) troverà soluzione, come ha detto il delegato Pavone, dopo le vacanze di Natale con il trasferimento di quelle classi ai Benedettini. Nel frattempo la Provincia ha ottenuto il finanziamento di due milioni e 500mila euro per la realizzazione di una nuova ala al Curie e uno di oltre 12 milioni di euro per l’adeguamento dello stabile esistente.
A Teramo, con i lavori svolti durante l’estate, è stato superato il problema delle aule per il professionale Marino, che sono state ricavate dentro l’adiacente liceo scientifico Einstein risolvendo anche il problema della carenza di aule al Milli di via Carducci, che fino a oggi ha ospitato una parte degli studenti del Marino. Sono in corso colloqui con la Regione per utilizzare la palestra Mazzini, struttura che darebbe una risposta soprattutto agli studenti del Delfico che non hanno uno spazio dedicato all’attività fisica. In città, pur non avendo nell’immediato un problema di spazi, la Provincia dovrà comunque reperire un edificio jolly che servirà quando per gli adeguamenti sismici o la realizzazione di nuove scuole, come il liceo artistico Montauti, bisognerà delocalizzare gli studenti. L’ente ha accantonato dei fondi per l’affitto dell’edificio jolly, ma non ha stipulato ancora alcun contratto. Il palazzo di circonvallazione Ragusa di cui si è parlato mesi fa resta un’opzione, tuttavia l’ente ne cerca uno con spazi più ampi.
Ad Atri, grazie alla collaborazione del Comune e a un accordo con la Curia, la Provincia investe 360mila euro di risorse proprie per sistemare l’ex seminario, un palazzo storico dalle qualità architettonica pregevoli, che sarà destinato al polo liceale Illuminati, mentre durante l’estate sono stati portati a termine gli interventi su Palazzo Cicada che ospiterà una parte degli studenti dell’istituto Zoli.
A Roseto, come ha ribadito il consigliere Pavone, è arrivato il momento di fare delle scelte per realizzazione di una nuova sede per il polo liceale Saffo: «Abbiamo la possibilità di partecipare al bando per la progettazione della nuova scuola ma dobbiamo avere la disponibilità di un’area che ha le caratteristiche urbanistiche richieste. Il luogo che possiede questi requisiti è l’area adiacente il Moretti, apriremo un confronto ma questa volta bisogna arrivare a una sintesi».
Infine è stato illustrato il Piano delle opere pubbliche: una programmazione a medio e lungo termine che interesserà tutto il patrimonio scolastico dell’ente. La Provincia ha ottenuto (fondo complementare sisma 2016) circa 130 milioni di euro per adeguare e migliorare (soprattutto da un punto di vista sismico ed energetico) il proprio patrimonio scolastico. Quanto ai quasi 12 milioni per le manutenzioni straordinarie confluiti nelle procedure Pnrr del Governo centrale, prevedibilmente potranno essere spesi nel nuovo anno.
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