Sì alla prima scuola nuova accanto alla D’Alessandro

Scelta l’area che ha la destinazione urbanistica adatta, entro settembre potrebbe già sorgere un modulo antisismico. La struttura ospiterà 850 alunni
TERAMO. Una commissione comunale congiunta urbanistica-scuola ha dato il “la”, ieri mattina, alla prima grande decisione della giunta comunale sulla ricostruzione post-terremoto in città, ovvero l’indicazione dell’area tra la scuola D’Alessandro e il lungofiume Vezzola come sede della prima scuola modulare che verrà realizzata a Teramo con fondi governativi e criteri antisismici.
È stata una decisione scontata, visto che nella riunione tenuta all’Aquila giorni fa con i sindaci del cratere il governatore – e vice commissario alla ricostruzione – Luciano D’Alfonso aveva detto chiaramente che da parte dei Comuni bisognava proporre aree che avessero già la destinazione ad uso scolastico. Il sindaco Maurizio Brucchi, tuttavia, ha voluto condividere la designazione dell’area D’Alessandro anche con le opposizioni, tenendo fede all’impegno preso in consiglio comunale di coinvolgere tutte le forze politiche cittadine nelle scelte post-sisma. «Condivisione c’è stata», dice Brucchi, «e ne sono contento».
Teramo, avendo delle scuole inagibili (ben quattro: via Tevere e Villa Ripa categoria E, Savini e San Giuseppe categoria C) e avendo fornito entro oggi agli organismi che si occupano di ricostruzione un’area già destinata a scuola, che peraltro è stata approvata da tecnici dell’Ufficio speciale per la ricvostruzione di Fossa, dovrebbe avere il primo modulo del nuovo edificio pronto già a settembre 2017. «In una fase successiva dovremo decidere sul dimensionamento di questa nuova scuola», dice Brucchi, «e già in gennaio lo valuteremo con il ministero dell’Istruzione. Secondo i tecnici la scuola a moduli potrà arrivare ad ospitare 850 alunni, è un eccellente risultato visto che mettendo insieme le quattro scuole inagibili abbiamo 1.040 alunni da sistemare». Ma il discorso non è così semplice e scontato, perché nei prossimi mesi altre scuole teramane potrebbero chiudere. «Il prossimo parametro di sismicità per le scuole sarà 0.8», dice Brucchi, «e non so quante delle nostre scuole potranno raggiungerlo effettuando dei lavori. Non credo tutte, ecco perché avere una scuola nuova in tempi brevi sarà importante».
Già la prossima settimana la nuova scuola accanto alla D’Alessandro avrà il via libera da Errani, poi una delle università convenzionate con la Protezione civile redigerà il progetto esecutivo che dovrà essere pronto entro marzo. «Dovremo adeguare la viabilità», dice Brucchi, «e lo faremo sfruttando lo spazio tra la piscina comunale e il tiro a segno».
Ovviamente non finirà qui. «Ora lavoreremo su un altro polo», annuncia il sindaco, «e poiché un po’ tutte le forze politiche sostengono che bisogna tenere le scuole in centro, valuteremo l’opzione dell’area vecchio stadio-scuola San Giuseppe».
SGOMBERI. Sul fronte terremoto ieri si è registrata l’ennesima infornata di ordinanze di sgombero. Brucchi ne ha firmate cinque e le famiglie interessate sono state 18 delle seguenti zone: Garrano, Fonte Baiano, via Cona e via Bafile. Interessato anche uno studio veterinario. Ieri al Coc si sono recati 32 nuclei familiari, la maggioranza di questi ha optato per l'autonoma sistemazione (26 nuclei), sei nuclei hanno optato per la sistemazione alberghiera. Ad oggi, sono 109 le famiglie ospitate in strutture alberghiere.
PROTESTE. Continuano ad esserci tensioni e malumori tra parte dei teramani sfollati nei giorni scorsi. Ieri un gruppetto di residenti nelle case Ater di Frondarola, dichiarate categoria B (agibili con lavori), è andato in municipio a dire che non intende lasciare le abitazioni. Il sindaco ha detto loro di rivolgersi all’Ater, l’ente proprietario che dovrà effettuare i lavori, per sollecitare una rapida apertura dei cantieri.
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