Sì alla variante: l’azienda DobFar può raddoppiare lo stabilimento

Via libera all’investimento da 50 milioni nella zona industriale di Sant’Atto dopo un iter lungo 5 anni Passa quasi all’unanimità il nuovo regolamento che tutela gli spazi verdi sia privati sia pubblici
TERAMO. A cinque anni dalla richiesta dell'azienda, arriva il via libera dal consiglio comunale di Teramo alla variante urbanistica che permetterà un ampliamento dell'insediamento produttivo all'Acs DobFar, importante realtà farmaceutica con sette stabilimenti in tutta Italia, uno dei quali a Sant'Atto. Ed è qui che l'azienda ha chiesto di poter implementare la sua attività con un investimento stimato in circa 50 milioni di euro. L'Acs DobFar cinque anni fa ha avviato l'iter per ottenere permessi e nulla osta dai vari enti coinvolti, ma il percorso ha visto «una lentezza burocratica che non è dipesa da noi», ha chiarito in consiglio comunale l'assessore all'urbanistica Graziano Ciapanna che ha illustrato l'oggetto della variante prima che andasse al voto. La competenza del Comune ha riguardato una piccola particella residenziale a ridosso dell'area industriale dove l'azienda farà il suo ampliamento; per il resto, ha aggiunto Ciapanna, l'iter ha coinvolto altri enti (fra questi l'Arap, la Sovrintendenza e la Provincia) chiamati a esprimersi sulle autorizzazioni. Ieri il punto all'ordine del giorno è stato approvato, con l'astensione dell'opposizione, e questo ora consentirà agli uffici comunali di poter procedere in tempi brevi con il rilascio del permesso a costruire.
L'altro argomento approdato in consiglio comunale è stato il regolamento di tutela del territorio rurale che ha incassato consensi e voti trasversali (con le sole astensioni dei consiglieri Carlo Antonetti di Forza Italia e Lanfranco Lancione di Insieme Possiamo). Il documento, per la prima volta, dota l'ente di regole e norme precise rivolte a tutta la comunità che mirano a disciplinare i comportamenti che hanno ricadute sull'ambiente. In particolare, trovano precise disposizioni attività quali la gestione delle acque, la manutenzione e la pulizia degli spazi verdi pubblici e privati, la salvaguardia di flora e fauna. Nel regolamento, ad esempio, viene indicato come e quando si possono abbattere gli alberi; come distruggere gli sfalci e come manutenere immobili non utilizzati per evitare che diventino un pericolo per la salute pubblica e il decoro; come innaffiare giardini e orti prevenendo sprechi e quali condotte tenere per non causare incendi o danni alla natura. L'atto, che si compone di 43 articoli, è stato illustrato in aula da Ciapanna che ha evidenziato come sia caratterizzato dal principio della prevenzione più che della repressione in virtù di un cambio di paradigma che in tema ambientale c'è stato a livello europeo ormai da qualche anno. Dall'opposizione sono giunti i complimenti all'assessore per il regolamento, ma soprattutto per il percorso attuato per giungere a un atto ampiamente condiviso: «All'assessore Ciapanna va il nostro apprezzamento anche perché ha finalmente mostrato all'amministrazione D'Alberto il vero senso del principio della partecipazione», ha detto Mario Cozzi, capogruppo di Forza Italia. Sulla stessa lunghezza d'onda gli altri consiglieri di minoranza che hanno promosso il regolamento e l'iter auspicando una certa attenzione nell'attivare controlli mirati a far rispettare le nuove norme anche implementando l'ufficio ambiente del Comune, che oggi conta un solo vigile ecologico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

