Tagliata l’assistenza alle famiglie con disabili

1 Agosto 2015

La rabbia di una mamma: «Per avere l’esenzione totale bisognava presentare un Isee sotto i 5mila euro, lunedì porteremo i nostri figli sotto il municipio»

TERAMO. Più di trenta famiglie teramane con figli disabili a carico sono sul piede di guerra e andranno lunedì sotto il municipio per gridare tutta la loro indignazione contro la decurtazione, e in alcuni casi l’azzeramento, del servizio di assistenza domiciliare, in vigore da oggi. Nel mirino sono finiti i termini del nuovo bando del Comune e i criteri per l’assegnazione degli assistenti e per l’esenzione del contributo a carico delle famiglie.

A spiegare il problema è Sabrina Serafini, madre di un ragazzo autistico che come tanti altri disabili era sostenuto da un’assistente che svolgeva questo servizio per conto di una cooperativa. L’assistenza che gli spettava, a partire da oggi, subirà un drastico taglio delle ore settimanali, da 13 a 8. «Abbiamo appreso che il Comune aveva riaperto il bando dal 1° all’8 luglio per consentire la presentazione dell’Isee ristretto (quello del disabile maggiorenne) rispetto a quello del nucleo familiare e abbiamo riformulato la domanda. Al di là dei tempi strettissimi, siamo venuti a conoscenza solo da un giorno all’altro dell’esito grazie agli assistenti, poiché le graduatorie non sono state affisse all’albo pretorio; per di più molte famiglie da oggi saranno costrette a pagare il servizio o vedranno dimezzate le ore di sostegno. Ma questa politica si rende conto dello schiaffo dato in faccia alle famiglie?».

Per rendere evidente il problema i genitori si sono dati appuntamento lunedì alle 16,30 sotto al Comune con i figli disabili al seguito. «Qui ci sono casi gravissimi», spiega la mamma, «io non posso lasciare mio figlio solo neanche un istante perché rompe i vetri delle finestre, prende a calci le porte, mangia la carta igienica. Non mi posso permettere di fare una telefonata o lavarmi i capelli. Questi assistenti per noi sono angeli e la politica ci sta togliendo anche questi diritti. Mio figlio, anche se non parla per via dell’autismo, ha i suoi ritmi biologici, la sua sensibilità. Quando giunge l’ora dell’arrivo di Chiara, la sua assistente, batte i pugni sull’uscio per attenderla. Come spiegheremo ai ragazzi che da oggi non arriva nessuno?».

La mamma spiega che per avere l’esenzione totale del contributo bisognava presentare un Isee sotto i 5mila euro annui. «Praticamente una miseria. E per di più dal 6 al 24 agosto chiude anche per ferie il centro iperbarico. Senza questo sostegno vogliono vederci andare alla neuro? Lunedì portiamo sotto il Comune i nostri figli per chiedere agli assessori di trascorrere un’ora con loro e capire il problema, ma non ci fermeremo qui».

Marianna De Troia

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