Tagliato il punto nascita Atri annuncia battaglia

18 Dicembre 2014

Il comitato istituito in Regione esclude il San Liberatore dagli 8 reparti salvati ed è rivolta bipartisan. Il comitato: «Non possono ignorare 15mila firme»

ATRI. Si avvicina la chiusura del punto nascita di Atri. In tutta la regione rimarranno attivi solo otto punti nascita, ovvero: Pescara, L’Aquila, Avezzano, Chieti, Lanciano, Vasto, Teramo e Sant’Omero. La decisione di escludere il San Liberatore è trapelata ieri dopo che martedì, a maggioranza, il comitato tecnico commissariale insediato nella Regione Abruzzo ha deciso in tale direzione.

La notizia ha lasciato una scia di sconcerto ed amarezza ad Atri e dintorni. Il comitato “Il San Liberatore non si tocca”, che aveva raccolto oltre 15mila firme a difesa del punto nascita, in una nota su Facebook scrive: «Tanto tuonò che piovve. Il comitato per il percorso nascite istituito per analizzare i vari ospedali abruzzesi ha concluso i suoi lavori molto velocemente votando a maggioranza per la chiusura del punto nascita di Atri oltre quelli di Penne, Ortona e Sulmona. Ora ci appelliamo al presidente Luciano D’Alfonso che dovrà sancire le misure con decreto commissariale, spiegandogli tutte le ragioni dell’ingiustizia messa in atto, che riteniamo essere l’ultima mossa di un disegno politico bipartisan che ci ha visti negli ultimi decenni solamente penalizzati da una politica che ha considerato il nostro territorio terra di conquista a fini elettorali». Roberto Marchione, che si è occupato della raccolta delle firme pro ospedale San Liberatore, afferma: «Se le notizie saranno confermate saremo disposti a scendere in campo con azioni eclatanti. Di certo la politica non potrà buttare nel cestino oltre 15mila firme raccolte in pochi mesi dai cittadini».

Sulla questione il sindaco di Atri Gabriele Astolfi afferma senza mezzi termini: «E’ uno schifo totale, una cosa vergognosa, non riesco a capire perché abbiano deciso di chiudere un punto nascita che quest’anno ha superato i 500 parti previsti dalla normativa dei tagli. E’ un disastro e non riesco a capire perché Atri viene gambizzata».

Il consigliere regionale del Pd Luciano Monticelli si dice «assolutamente basito» da una decisione che definisce insensata. «Qual è la ratio di tutto ciò?», si chiede, «quali sono i risparmi che conseguirebbero alla chiusura del punto nascita atriano? Forse il sovraffollamento dell'ospedale di Pescara, dove tutto il comprensorio confluirebbe e che già deve sobbarcarsi la chiusura prevista a Penne?».

Domenico Forcella

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