Taglio del collegio, D’Alberto fa convocare l’assemblea dei sindaci. Nasce un comitato

24 Dicembre 2020

Dopo l'approvazione, in consiglio comunale, della mozione con la quale si dava mandato al sindaco Gianguido D'Alberto di mettere in campo tutte le iniziative necessarie a scongiurare la cancellazione...

Dopo l'approvazione, in consiglio comunale, della mozione con la quale si dava mandato al sindaco Gianguido D'Alberto di mettere in campo tutte le iniziative necessarie a scongiurare la cancellazione del collegio di Teramo e, di conseguenza, della rappresentanza parlamentare teramana, il primo cittadino non ha perso tempo e ieri mattina ha inviato al presidente della Provincia una lettera contenente la richiesta di convocazione dell’assemblea dei sindaci, per valutare le iniziative da intraprendere. Nella missiva con cui ha invitato il presidente Diego Di Bonaventura a convocare l’organismo, D'Alberto ha chiesto a quest'ultimo anche di sollecitare la partecipazione dei consiglieri regionali e dei parlamentari eletti nel territorio, mettendo a disposizione l'auditorium del Parco della Scienza come sede per ospitare la seduta. Sempre ieri il consigliere comunale di Italia Viva Flavio Bartolini ha proposto la costituzione di un comitato a difesa della provincia di Teramo, inviando una lettera a tutti i sindaci e consiglieri del territorio. «Alla luce dei più recenti fatti istituzionali che hanno visto coinvolto il territorio della provincia di Teramo», si legge nella lettera, «e tenuto conto delle più risalenti questioni inerenti al progressivo depauperamento del nostro tessuto economico-sociale, la informiamo della volontà di costituire un osservatorio permanente a promozione degli interessi provinciali. Nella fattispecie, tale comitato mira a dare seguito al dibattito instauratosi dopo le ultime mozioni presentate nel consiglio comunale di Teramo, concernenti la configurazione dei collegi elettorali della nostra provincia». Da qui l'invito a superare ogni eventuale divisione politico-partitica, in uno «sforzo comune a difesa del territorio, senza smarcamenti o personalismi, verso un inderogabile indirizzo politico comune a tutti». (a.m.)