Taglio del collegio elettorale, è scontro aperto

Il centrodestra ironizza sul sindaco, “Insieme Possiamo” replica: vi state tirando fuori
TERAMO. Il centrodestra cittadino ironizza pesantemente sull’appello del sindaco D’Alberto a una mobilitazione contro il taglio del collegio elettorale di Teramo, e un pezzo della maggioranza gli risponde in modo altrettanto caustico.
Secondo il coordinamento dei gruppi consiliari di centrodestra «il sindaco è su Scherzi a parte, o forse ne è il regista e i cittadini sono i protagonisti dello show. Dopo un anno di indolente pigrizia si sveglia oggi D’Alberto, che con frasi piene di retorica invita a una mobilitazione tardiva e buona solo per occupare qualche foglio di giornale. Un anno fa avrebbe dovuto mobilitarsi, parlare con i vertici del suo partito, con le rappresentanze parlamentari e magari trovare il sostegno dell’intero territorio per sventare uno scippo politico e amministrativo molto grave, che è stato consumato per intero 12 mesi or sono, con il governo giallorosso. Purtroppo è tardi e i buoi sono usciti dalla stalla. Non c’è più alcuna mobilitazione da attivare, ma solo la speranza che il Parlamento cambi la legge elettorale cancellando i collegi in tutti Italia, in modo da riaprire un dibattito complessivo. Ma è uno scherzo, o meglio una presa in giro, far credere che ciò possa accadere per la tardiva presa di coscienza di un sindaco in ritardo permanente».
Questa la replica del coordinamento politico e del gruppo consiliare di “Insieme possiamo”: «I gruppi di centrodestra erano forse distratti il 22 dicembre 2020 quando, all'unanimità, fu votato in consiglio un ordine del giorno sullo smembramento del collegio elettorale della provincia di Teramo, esprimendo la condanna del decreto legislativo che di fatto cancella la rappresentanza teramana in Parlamento. E forse erano ancora distratti quando il sindaco D'Alberto, in rappresentanza della città e di quanto decretato dal voto in consiglio comunale, ha rappresentato l'istanza a tutti gli altri livelli istituzionali, dai consiglieri regionali ai parlamentari. I quali ben poco hanno fatto, lo dichiara lo stesso sindaco che ora invita a una nuova mobilitazione dalla quale, però, i gruppi di centrodestra si tirano fuori invece di fare quadrato. E non si è affatto in ritardo, visto che il Parlamento si appresta ad avviare il dibattito sulla revisione della legge elettorale con la conseguente modifica del decreto. C'è da domandarsi se i colleghi di centrodestra abbiano svolto la stessa azione di confronto con i loro referenti nelle istituzioni».

