Tagliuzza vestiti e scarpe della ex A processo per maltrattamenti

Cinquantenne teramano rinviato a giudizio anche per le minacce di morte postate sui social L’uomo è già stato allontanato dal giudice: deve stare a cinque chilometri di distanza dalla donna
TERAMO. Nel Paese dei femminicidi senza tregua (solo due giorni fa quelli Ortona) nelle aule di tribunale le storie di maltrattamenti si ripetono. Drammaticamente uguali. Come quella di un cinquantenne teramano, più volte allontanato dalla ex moglie e dalla figlia minore, che ieri mattina il gup Giovanni de Rensis ha rinviato a giudizio per atti persecutori con la prima udienza del processo fissata a giugno.
E in questa storia, tra continue minacce di morte sui social e con sms, gli atti raccontano anche altro. Come quella volta in cui lui è riuscito ad entrare in casa della ex per tagliuzzare vestiti e scarpe della donna, disseminando i resti in tutte le stanze. Scrive il giudice Domenico Canosa nella prima ordinanza di allontanamento dell’uomo (passato in pochi mesi dal divieto di 500 metri a quello di cinque chilometri): « L’indagato iniziava, in occasione delle frequenti discussioni, a minacciarla e ad ingiuriarla, nonchè a porre in essere una serie di comportamenti vessatori e minacciosi” estrinsecatisi nel tagliare i vestiti ed indumenti a lei appartenenti, nonchè ad indirizzarle biglietti manoscritti nei quali le prospettava, tra le altre cose, di essere “quasi alla fine dell’opera, piccoli dettagli” che avrebbe portato a termine “per la prossima settimana”». La donna (assistita dagli avvocati Antonietta Ciarrocchi e Cataldo Mariano) dopo la denuncia ha raccontato di essere stata più volte ingiuriata, minacciata, picchiata e cacciata di casa. «Pur tuttavia», si legge a questo proposito nell’ordinanza del giudice, «di non essersi mai rivolta alle cure dei sanitari nè tantomeno averlo mai denunciato per il bene della famiglia». Fino a qualche tempo fa quando, tornando a casa dopo l’ennesimo maltrattamento, ha trovato i suoi vestiti e le sue scarpe tagliuzzate. Allora ha capito che doveva fare qualcosa per difendersi e ha chiamato i carabinieri a cui nel frattempo l’uomo l’aveva denunciata per tentato omicidio (inchiesta archiviata). I militari hanno documentato con delle foto quello che era successo. Foto finite nel rapporto inviato alla procura (il pm Laura Colica titolare del fascicolo) che ha chiesto ed ottenuto la misura dell’allontanamento. La prima imponeva all’uomo di stare distante dalla ex moglie almeno cinquecento metri. Ma successivamente c’è stata un’altra misura con il giudice che ha imposto un divieto di cinque chilometri non solo dalla donna ma anche dalla figlia minore. Ieri mattina, poi, l’udienza preliminare al termine della quale l’uomo è stato rinviato a giudizio per maltrattamenti e atti persecutori. Il processo inizierà il 21 giugno.
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