Tancredi: «D’Alberto è il nulla, lavorerò per mandarlo a casa»

8 Ottobre 2021

L’ex parlamentare: si scaglia sull’asse Gatti-Ginoble perché non ha alcun risultato da comunicare e parla per slogan nel solco del peggior grillismo. Fa solo fumo, nel frattempo la città è fuori da tutto

TERAMO. Non è piaciuto all’ex parlamentare Paolo Tancredi essere tirato in ballo da Gianguido D’Alberto nell’intervista rilasciata al Centro in cui il sindaco esprime soddisfazione per la bocciatura elettorale dell’asse Gatti-Ginoble-Minosse a Roseto e Cortino. Tancredi premette, ironicamente, che «se in queste elezioni c’era uno che sostenevo è Marco Tiberii, che ha sconfitto Minosse a Cortino», e che «il candidato sostenuto da D’Alberto a Roseto, Di Girolamo, ha fatto quarto, mentre il Pd in provincia ha fatto il peggior risultato della storia».
Ma l’ex deputato e senatore sa bene che D’Alberto nell’intervista non rivendicava certo vittorie della sua parte politica, ma evidenziava il colpo subìto da quello che ha chiamato un sistema, un metodo di gestione degli enti. Tancredi, dunque, entra così nel merito: «Il senso dell’intervista di D’Alberto è creare un mostro, visto che non fa niente e non è in grado di comunicare nulla a livello di risultati mentre la sua maggioranza si sgretola. Insomma, usa Gatti e Ginoble come arma di distrazione di massa. Fa fumo di comunicazione, sul solco del peggior grillismo parla per slogan. Quanto a lavoro, però, niente. Cominciasse a dirci cosa fa, visto che Teramo è fuori da tutto e la ricostruzione pubblica non esiste. Ancora deve affidare gli incarichi per far rinascere il municipio, non ha fatto nulla per agevolare l’Ufficio speciale».
Se si fa notare a Tancredi che D’Alberto nel 2018 ha ereditato una situazione amministrativa disastrosa da quel centrodestra che l’ex parlamentare aveva contribuito a creare una ventina d’anni fa, la risposta è: «Gli ultimi due-tre anni sono stati disastrosi, non faccio fatica ad ammetterlo, e non per colpa di tutti ma soprattutto di Brucchi che non ha saputo fare sintesi. Ma comunque Brucchi era uno che qualcosa risolveva ed era anche troppo presente, io in D’Alberto vedo il nulla assoluto. Certo, potrà dire che il Comune è sguarnito di professionalità, ma lui ha lasciato l’assetto che ha trovato, ha confermato la struttura che c’era con Brucchi. Ed è il segno che questa è la sua cifra: l’inattività assoluta. E che c’entrano Gatti e Ginoble?».
Sull’asse che secondo il sindaco gestisce il potere controllando gli enti Tancredi commenta: «Io non ne ho assolutamente fatto parte e comunque non vedo lo scandalo, certe manovre si fanno attraverso i sindaci eletti».
E le comunali a Teramo del 2023? Tancredi è chiaro e deciso: «Sicuramente la mia posizione è contro D’Alberto, m’impegnerò allo spasimo per mandare via questa amministrazione». Sul come l’ex deputato e senatore glissa, ma è noto che sta lavorando con Paolo Gatti a un progetto civico: una coalizione moderata di almeno quattro-cinque liste senza simboli di partito. E con le forze “ufficiali” di centrodestra, come si mette? «Visto il centrodestra attuale», conclude Tancredi, «inutile cercare di fare sintesi, si fatica anche solo a trovare referenti e si rischia di perdersi in mille rivoli che non portano a niente».
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