Tari annullata, il sindaco pronto ad andare fino in Cassazione

10 Maggio 2020

Roseto, Di Girolamo impugnerà il provvedimento della commissione tributaria: «Contiene errori» Il presidente degli albergatori De Sanctis: «Chiediamo di nuovo di rivedere i costi della raccolta»

ROSETO. «La sentenza della commissione tributaria di Teramo sarà appellata alla commissione tributaria regionale e, se non fosse sufficiente, anche in Cassazione». Lo dichiara il sindaco Sabatino Di Girolamo, dopo aver visionato le motivazioni della sentenza del 6 maggio 2020, secondo la quale il Comune di Roseto non può riscuotere la somma di 54.816 euro per la Tari 2018 che aveva notificato mediante un sollecito di pagamento e messa in mora alla titolare dell’Eurcamping.
Secondo il primo cittadino ci sarebbero due errori nella sentenza. «Il Tar non annullò le delibere Tari 2018 come è scritto nella sentenza», precisa Di Girolamo, «ma si limitò a chiedere un conguaglio nella successiva annualità. Inoltre la sentenza dice che il Comune non potrebbe riscuotere la Tari 2018 perché mancherebbero le tariffe, ma neanche questo corrisponde a verità». Il sindaco, nel merito fa riferimento alla Finanziaria del 2007 secondo la quale in caso di mancata approvazione le tariffe e le aliquote si intendono prorogate di anno in anno. «Inoltre recentemente», aggiunge Di Girolamo, «la Corte di Cassazione ha ribadito un principio di carattere generale, secondo il quale la conseguenza della eventuale illegittimità di una delibera tariffaria ha come effetto non la liberazione della contribuente da qualsiasi obbligo di pagamento per il servizio di raccolta rifiuti, bensì l’applicazione della tariffa vigente in precedenza. Cioè non si verificherebbe alcun vuoto impositivo, ma si applicherebbero le aliquote e le tariffe Tari, peraltro maggiori, approvate dal Comune di Roseto nell’anno 2017». Sulla sentenza era intervenuta anche la consigliera d’opposizione Rosaria Ciancaione, ricordando anche la sua mozione sulla Tari, poi bocciata. «Rosaria Ciancaione vende fumo nella speranza di racimolare qualche sparuto consenso in vista delle elezioni 2021», dice il sindaco, «e anzi istiga alcuni contribuenti a farsi danno». C’è poi il discorso della sentenza del Tar Abruzzo, con il ricorso firmato, tra gli altri, anche dall’associazione Albergatori Ara del presidente Adriano De Sanctis, che ricorda un incontro dello scorso anno con l’amministrazione alla presenza del sindaco Di Girolamo, del vicesindaco Simone Tacchetti e del capogruppo del Pd Celestino Salvatore. «Loro ci chiesero di ritirare i ricorsi», evidenzia De Sanctis, «e noi, rappresentanti delle categorie, eravamo anche disponibili, ma solo nel caso in cui si fosse rivisto il contratto di gestione dei rifiuti con la Diodoro Ecologia. Noi chiediamo di nuovo, in vista del nuovo bando da preparare per il nuovo contratto, di rivedere i costi della raccolta, a nostro avviso troppo onerosi».
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