Tari, i balneatori dicono no allo sconto proposto dal Comune

7 Marzo 2015

Respinta l’ipotesi della “tariffa puntuale” con sgravi fino al 40% legati all’aumento della differenziata L’associazione di categoria chiede invece di annullare il contratto con la Team che costa 18 milioni

TERAMO. Non è piaciuta ai balneatori la proposta dell’amministrazione comunale riguardo la possibilità di sperimentazione, per un anno, della cosiddetta tariffa puntuale. La proposta prevede di pagare la Tari in base alla quantità di rifiuti effettivamente prodotta, che comporta per loro una riduzione fino al 40% della parte variabile della tassa (bilancio permettendo). Come controproposta hanno suggerito di annullare il contratto con la Team (che prevede una spesa di 18 milioni di euro per cinque anni) e rifare un nuovo bando.

«L’amministrazione», ha riferito l’assessore al demanio Fabio Ruffini, presente alla riunione di giovedì, «ha proposto ai balneatori di effettuare un anno di sperimentazione in cui, qualora questi fossero riusciti a portare la raccolta differenziata a livelli alti, ossia vicino al 100%, avrebbero avuto sgravi sulla bolletta fino al 40%.Ovviamente prima ci saremmo dovuti accertare di avere la copertura finanziaria in bilancio. Ma loro hanno rifiutato l’offerta». In pratica, nell’anno di sperimentazione, il Comune avrebbe potuto verificare se nel bilancio si potessero trovare i fondi per coprire gli sgravi fino al 40% (riferiti ovviamente alla parte variabile della tassa perché la fissa, invece, sarebbe dovuta essere pagata perché comprende i servizi alla città, come lo spazzamento). L’anno di sperimentazione per i balneatori, poi, se avesse funzionato, sarebbe stato un punto di partenza per allargare la raccolta puntuale a tutta la città. I balneatori, però, non sono sembrati intenzionati ad aspettare un altro anno per avere la certezza degli sgravi e hanno dunque proposto di cambiare gestore.

«Questa è una cosa impossibile», ha spiegato Ruffini, «Annullare il contratto con la Team significherebbe venire meno a un bando europeo con la possibilità di dover affrontare una causa di risarcimento milionaria». I balneatori, riunitisi nel Coba, presieduto da Gianni Flagnani, hanno fatto sapere che il Comune doveva assicurare loro il 40% di detrazioni a prescindere dall’anno di sperimentazione, altrimenti si sarebbero rivolti a un gestore privato.

Il sindaco Francesco Mastromauro e l’assessore al bilancio Katia Verdecchia, avevano però già fatto sapere che, con una delibera di giunta del 2012, il Comune di Giulianova si è riservato il diritto della raccolta in tutto il territorio comunale. Flagnani, qualche giorno fa, aveva però ribattuto che esistono in merito norme comunitarie e una sentenza del Tar Campania, dove la raccolta privata è stata adottata con successo dai balneatori. «Qui non possono farlo», ha confermato Ruffini. I soci del consorzio Coba, comunque, incontreranno nuovamente il Comune giovedì prossimo.

Margherita Totaro

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