«Tari, in spiaggia ci sono figli e figliastri»

4 Luglio 2017

Il Sib contesta l’esenzione dalla tassa concessa alle aree riservate ad attività sportive Coni

GIULIANOVA . Il Sib (sindacato italiano balneari), come rappresentanza provinciale, prende posizione sulla Tari (tassa sui rifiuti) per quel che concerne le parti di aree demaniali in concessione destinate ad attività ludiche (giochi e sport). Il Comune di Giulianova ha stabilito che le aree non soggette a tributo sono quelle legate alle associazioni sportive regolarmente iscritte al Coni. Di conseguenza, tutte le zone destinate a discipline sportive diverse inserite all’interno delle concessioni demaniali sono escluse dall’abbuono e l’indicazione vale solo per quelle spiagge conosciute come "stabilimenti balneari".
Sottolinea Domizio Luigi Scilli, rappresentante provinciale del Sib: «Eventuali concessioni esistenti sul demanio tipo calcetto, scuola di canottaggio, scuola di vela, anche se utilizzano le strutture principali ad uso ristorante, balera, bar aperti al pubblico, usufruiscono della tassa ridotta o addirittura ne sono escluse del tutto. Utilizzare impianti sportivi per manifestazioni di richiamo è giusto solo se non diventa un uso abituale o fisso per attività mondane. In questo caso, la destinazione d’uso a carattere sportivo diventa solo una scusa per evitare il carico delle tasse. La destinazione d’uso di un impianto deve essere rispettata e la stessa amministrazione comunale, nel rilasciare le licenze, per prima deve tener conto del “codice Ateco”, come richiamato in sede di dibattito presso la Commissione tributaria provinciale dalla rappresentante del Comune di Giulianova nei confronti degli stabilimenti balneari».
Sottolinea Scilli: «Se occorre parlare di codice Ateco occorre farlo con cognizione di causa e bisogna citarlo per tutte le utenze rispettando l’effettiva attività aziendale con il calcolo reale di produzione dei rifiuti applicando per ognuna di esse la tariffa adeguata». Secondo Scilli una oculata amministrazione del tributo dovrebbe tener conto della determinazione del carico tributario nei confronti dei singoli utenti. Insomma, la superficie e la destinazione d’uso dovrebbero essere gli elementi caratterizzanti per determinare l’attitudine dei locali nel quantificare una maggiore o minore produzione di rifiuti e non quale elemento di redditività dell’attività svolta nei locali stessi.
Conclude il Sib: «Ancora una volta è dimostrato che l'amministrazione di Giulianova predilige alcune categorie e penalizza altri soggetti ben individuati».
Alfonso Aloisi
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