Tari, le associazioni cantano vittoria

7 Febbraio 2019

Soddisfatti operatori turistici e commercianti che chiedono il rimborso degli aumenti. L’opposizione: maggioranza ottusa

ROSETO. «Dopo l’imposta di soggiorno, il Tar boccia anche gli assurdi aumenti della Tari». Cantano vittoria le associazioni firmatarie del ricorso contro le delibere sulla tassa sui rifiuti del 2018, ovvero la cooperativa balneatori di Roseto e Pineto, l’associazione commercianti Assorose e l’associazione albergatori Roseto Ara, oltre all’operatore turistico Bruno Pierandozzi, all’indomani della sentenza del Tar che ha parzialmente accolto il ricorso. «Un altro importante risultato è stato raggiunto», aggiunge l’associazione Roseto Incoming-Operatori turistici, «e, come avevamo promesso ai rosetani nell’assemblea pubblica del novembre 2017, siamo riusciti nell’intento di bloccare l’assurda decisione di penalizzare le famiglie e le attività produttive di Roseto a causa degli irresponsabili aumenti della Tari voluti dal sindaco Di Girolamo e dalla sua maggioranza». I giudici amministrativi, in sostanza, hanno dato ragione alle associazioni per due motivi cruciali che hanno determinato gli aumenti della Tari, iniziati nel 2017 quando ci furono incrementi dal 20 al 50 per cento delle tariffe Tari: da una parte, il Comune aveva inserito nel totale dei costi del servizio rifiuti anche 562mila euro di crediti non esigibili; dall’altra aveva calcolato erroneamente i costi fissi e i costi variabili della raccolta porta a porta. «Per ritenere inesigibili dei crediti», si legge nella sentenza del Tar, «è necessaria una preventiva verifica con esito negativo della possibilità di riscuotere il dovuto, per cui il risultato d’inesigibilità dei crediti non ammette spazi per valutazioni discrezionali», precisando inoltre che «viola apertamente il dettato normativo l’aver convertito, da parte del Comune, dei crediti non ancora risultati inesigibili in un onere per i contribuenti».
«Il Tar ha sancito in modo inequivocabile», scrivono le associazioni, commentando la sentenza, «che non si può richiedere a coloro che già pagano la tassa sui rifiuti anche le somme non pagate da altri contribuenti morosi, almeno fin quando non è certo che chi ha un debito verso il Comune non è realmente in grado di non poterlo pagare». Le associazioni, inoltre, stanno valutando possibili iniziative per permettere il rimborso, da parte del Comune, a tutti coloro che hanno già pagato gli aumenti sulla tari 2018, oltre a esaminare altre azioni per estendere la decisione del Tar per rimborsare anche quei contribuenti che hanno pagato gli aumenti della Tari anche nell’anno 2017.
Sulla sentenza intervengono anche i consiglieri d’opposizione Enio Pavone e Rosaria Ciancaione. «Il Tar ha dato ragione, ancora una volta, alle associazioni di categoria ed ai consiglieri comunali di opposizione», dice pavone, «che, con forza e con tutti i mezzi a loro disposizione in consiglio avevano cercato di far comprendere a una ottusa maggioranza che le norme applicate per aumentare i costi del servizio di gestione della Tari, ricomprendendovi i crediti di dubbia esigibilità, non erano legittime». Ciancaione ricorda la sua mozione per l’annullamento in autotutela della delibera. «La sentenza del Tar è chiara», commenta la consigliera. «Nella delibera di approvazione delle tariffe Tari 2018 la mia dichiarazione di voto contrario parla di quote inesigibili inesistenti e del servizio porta a porta da ripartire tra costi fissi e variabili. Ho chiesto più volte di ritirare la delibera, ma nulla da fare: la maggioranza è andata avanti creando gravi disagi ai cittadini che ora, però, hanno diritto alla restituzione delle maggiori somme pagate».
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