Tari, quasi tutte le istanze per il Comune sono nulle

26 Gennaio 2016

Giovanardi: «I cittadini devono approntare dei veri e propri ricorsi, si facciano aiutare da professionisti». Belgiglio replica: «Così si viola lo spirito della legge»

GIULIANOVA. Non basta scrivere il termine “reclamo” per vedersi accolta l’istanza di sospensione dei solleciti di pagamento e messa in mora per la Tari 2014. La precisazione arriva dall’assessore alle risorse finanziarie Germano Giovanardi, che dice: «In questi giorni stanno giungendo agli uffici comunali istanze di reclamo da parte dei cittadini riguardanti i solleciti di pagamento e messa in mora per la Tari 2014, ma quasi tutte le istanze, finalizzate a proporre reclamo, non possono essere accolte perché non sono in linea con quanto dispone la legislazione in materia. Affinchè l’istanza venga accolta», spiega Giovanardi, «il cittadino deve inviare un vero e proprio ricorso approntato nei modi di legge».

Ad aprire la strada del reclamo era stata l’associazione di partite Iva “G 365” che nel corso di una conferenza stampa ad inizio gennaio aveva illustrato la possibilità da parte dei cittadini in difficoltà di avvalersi dell’istituto della mediazione tributaria introdotta dal decreto legge 24 settembre 2015, n. 156 che, dal 1° gennaio 2016, ha esteso l’ambito di applicazione anche ai tributi locali e cioè Imu, Tari, Tosap, Imposta sulla pubblicità, sempre entro il limite di ventimila euro. «Ci vuole un vero e proprio ricorso che produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione », continua l’assessore, «e siccome si tratta di seguire un preciso procedimento con i contenuti normativamente indicati, consiglio di verificare la correttezza dell'istanza depositata magari rivolgendosi ad un professionista di fiducia, che possa essere un commercialista, un tributarista o un avvocato. Perché il rischio è che poi all'istanza mal formulata non segua l'effetto sperato. Purtroppo mi rendo conto che su questi aspetti si è parlato molto ma in maniera superficiale».

Il Comune dunque invita i cittadini a seguire un procedimento ma non specifica nulla in proposito e rimanda a delle consulenze professionali. Netta a questo proposito la risposta di Pietro Belgiglio dell’associazione “G 365” che dice: «Invitare i cittadini a farsi aiutare da studi professionali è contro lo spirito della legge che si fonda sulla semplificazione per fare la pace fiscale. Da nessuna parte c’è scritto che serve intraprendere una via giudiziale, anzi lo spirito è proprio quello di evitarla. Il Comune invece avrebbe dovuto aprire un ufficio apposito per supportare i propri contribuenti e, come noi avevamo indicato, pubblicare sul sito ufficiale un facsimile da scaricare per presentare l’istanza. Non si possono fare comunicati generici su temi così importanti», conclude Belgiglio, «sembra proprio che il Comune voglia demotivare i cittadini, invece ha l’obbligo di incentivare la pace fiscale».

Mirella Lelli

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