Tasi, la minoranza accusa «Detrazioni insufficienti»

GIULIANOVA. La decisione dell’amministrazione comunale di stabilire per la Tasi, la tassa che sostituisce l’Imu sulla prima casa, l’aliquota massima del 2,5 per mille (prevedendo però sgravi per le...
GIULIANOVA. La decisione dell’amministrazione comunale di stabilire per la Tasi, la tassa che sostituisce l’Imu sulla prima casa, l’aliquota massima del 2,5 per mille (prevedendo però sgravi per le famiglie numerose e in base alla rendita catastale dell’immobile), ha suscitato inevitabili polemiche delle forze politiche di opposizione che, messi al corrente della decisione durante la commissione di bilancio di due giorni fa, ora promettono battaglia nel consiglio comunale convocato per lunedì alle 17. «Hanno addolcito la pillola parlando di detrazioni», ha commentato Laura Ciafardoni, rappresentante di Forza Italia e Ncd, «e pensando che i cittadini siano stupidi. Mi chiedo se il Pd, che aveva dichiarato di non essere d’accordo sull’applicazione dell’aliquota massima, si sia ora allineato alla linea di governo».
A Ciafardoni risponde Federica Vasanella, capogruppo del Pd. «All’inizio il Pd», ha spiegato Vasanella, «non riusciva a capire se l’amministrazione volesse prevedere delle detrazioni. Applicare l’aliquota massima senza di esse sarebbe stato deleterio. Invece, a conti fatti, con i due tipi di sgravi per le famiglie numerose e in base alla rendita, sgravi che sono cumulabili, alla fine si privilegia la giustizia sociale. Un merito del Pd è stato di aver portato la detrazione in base alle rendite catastali più modeste fino a 500 euro, dai 300 di partenza». Più è elevata la rendita, minore è la detrazione, che varia da un importo di 50 fino a un minimo di 30 euro. Per quanto riguarda le famiglie numerose, invece, si avranno sgravi tra i 15 e i 20 euro per ogni figlio a carico di età non superiore ai 26 anni. «Con l’aliquota all’1,47 per mille senza sgravi», ha dichiarato l’assessore al bilancio Katia Verdecchia, riferendosi alla proposta di Linea Retta, «avremmo privilegiato i proprietari di case con rendita più elevata». Per poter applicare le detrazioni, tutti gli assessorati hanno dovuto subire ridimensionamenti. È stato applicato soprattutto, il decreto legge 66 del 2014 sull’ottimizzazione della spesa, in base al quale è prevista una riduzione del 5% sui contratti in essere per beni e servizi. In poche parole, c’è stata una rinegoziazione dell’importo dei contratti con cooperative e fornitori di servizi del Comune di Giulianova.
«Pur lasciando invariata la cifra di 3 milioni nel capitolo del sociale», ha spiegato il vicesindaco e assessore al sociale Nausicaa Cameli, «siamo riusciti a risparmiare quasi 50 mila euro rinegoziando i contratti ad esempio con le cooperativa dell’Informagiovani e delle maestre degli asili nido e del trasporto Gaspari». Critico, invece, Franco Arboretti, del Cittadino governante che, se da un lato loda l’idea di impostazione delle tasse in maniera progressiva (che protegge le fasce disagiate), dall’altro attacca la gestione dei fondi comunali. «Con questa crisi», ha dichiarato Arboretti, «imporre un’aliquota massima andrà a colpire ancora di più i cittadini. Si sarebbe potuto evitare gestendo i soldi in maniera più responsabile. Se si pensa che un quarto del bilancio, cioè 6 milioni, è impiegato per il settore rifiuti, si capisce che c’è qualcosa che non va. I Comuni che hanno la raccolta differenziata, nel giro di 5 anni riducono la spesa della metà». «Quel che ci interessa di più», ha commentato Gianluca Antelli, «è sapere come ci si comporterà con la Tari. I balneatori, ad esempio, tra rifiuti, dipendenti, concessione e con la stagione andata malissimo, hanno chiuso in netta perdita».
Margherita Totaro
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