Tassa di soggiorno anche a Silvi Il commissario: «Ci sto pensando»

31 Gennaio 2018

Per ora è solo un’ipotesi ma è già scattata la protesta degli albergatori e dei balneatori: «Così attrarremo meno turisti, la decisione spetta all’amministrazione che sarà scelta dai cittadini» 

Silvi . Il commissario prefettizio pensa d’introdurre la tassa di soggiorno a Silvi e scoppiano le polemiche. L’applicazione di quella che è stata bollata come un vero e proprio balzello sul turismo ha allarmato molti operatori della ricettività locale. Anche se, per il momento, si tratta di un’ipotesi. «Stiamo riflettendo se inserirla», chiarisce il commissario Samuele De Lucia, «ma al momento non c’è nulla di certo: comunque è una tassa che considero importante per la collettività». Alla domanda se ha ascoltato le ragioni degli albergatori e dei balneatori De Lucia risponde così: «Li abbiamo convocati per un tavolo di confronto ma non si sono presentati, comunque li riconvocherò al più presto».
In città, comunque, al solo sentir parlare di un ulteriore balzello ha generato una serie di reazioni a catena tra gli operatori turistici. Roberto Pelliccioli contitolare del lido “Marlin” osserva: «Non siamo stati avvisati di un incontro in Comune per palare della tassa di soggiorno, già l’anno scorso è stato difficile, per cui ora non è il caso d’inasprire le tasse, molti proprietari di alberghi hanno chiuso o hanno venduto l’attività, altri pensano di andarsene. Se le tasse aumentano di bagnanti a Silvi ne verranno sempre di meno. E’ sicuramente una questione di cui dovrebbe occuparsi la nuova amministrazione comunale che sarà votata dai cittadini: così è solo un’imposizione». Sulla questione interviene anche Roberto Mion titolare dell’omonimo hotel di lusso in pieno centro.
«Inserire la tassa ora sarebbe poco opportuno considerando che i contratti ed i listini prezzi presentati ai tour operator per la prossima stagione estiva sono già stati accettati», evidenzia, «è una misura che va condivisa ed applicata, se necessaria, almeno per il 2019». L’ex assessore al turismo Vito Partipilo sottolinea che «la nostra amministrazione aveva intrapreso un percorso condiviso con gli operatori turistici e la tassa poteva essere stata introdotta quando la città avrebbe avuto i connotati minimi di arredo urbano, qualità delle strade e servizi legati al turismo. Inoltre volevamo vincolare, nell'applicazione dell'aliquota, anche la destinazione degli introiti per la gestione della cosa pubblica legata al turismo».
Anche il Pd si schiera contro l’ipotesi dell’introduzione della nuova tassa. Giovanni Rocchio fa sapere che «se il commissario dovesse deliberare l’applicazione della tassa, sarebbe una scelta negativa per tutta la collettività e per il turismo della città: è una decisione che va condivisa con gli operatori e vagliata molto attentamente». Silvi sarebbe la prima città appartenente alle Terre del Cerrano a vedere applicata la tassa turistica .
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