Tassa di soggiorno Gli operatori danno l’altolà sugli introiti

Di Carlo: «Vanno destinati in esclusiva ai servizi turistici e non per ripianare il bilancio. Vogliamo un patto scritto»
GIULIANOVA. «Se proprio si dovrà introdurre, chiederemo all’amministrazione di sottoscrivere un protocollo di intenti in cui vengano elencate tutte le attività che si vorranno realizzare con gli introiti della tassa di soggiorno». A parlare è Marco Di Carlo, referente di Federalberghi e presidente della consulta del turismo di Giulianova.
Per gli albergatori l’introduzione della tassa di soggiorno, prevista per il 2017, non è cosa gradita, anzi la considerano «un boccone amaro da ingoiare a forza». La tassa è stata inserita nel bilancio pluriennale (che si approverà in consiglio la prima decade di giugno insieme al bilancio di previsione). Per il 2017, il Comune spera di incassare circa 500mila euro. Il grande dubbio degli operatori turistici però è che, invece di utilizzare i proventi della tassa per scopi turistici, questi soldi verranno utilizzati per far quadrare il bilancio. Così il rischio è che, se non saranno introdotti nuovi servizi, i turisti non avranno più motivo di venire a Giulianova. «Il sindaco», prosegue Di Carlo, «ci ha detto che non riuscirà a mantenere la sua promessa pre-elettorale di non introdurre la tassa, a causa dei grossi tagli statali. Ma il Comune non ha saputo sfruttare, negli anni passati, l’indotto derivante dal turismo, ecco perché oggi deve ricorrere alla tassa di soggiorno. Se proprio dobbiamo ingoiare questo boccone amaro, allora chiederemo che vengano elencati e sottoscritti tutti i servizi, che oggi non ci sono, che andranno a creare con i soldi previsti dalla tassa. Trasparenza prima di tutto».
Gli albergatori, come tutti gli anni alle porte della stagione estiva, devono fare i conti con una scarsa se non inesistente programmazione comunale. L’erba alta, presente un po’ ovunque, ad esempio, viene tagliata solo in questi giorni, con molti turisti già presenti in città. «La città si risveglia in primavera», conclude Di Carlo, «bisogna programmare gli interventi, puntare sulla destagionalizzazione, piuttosto che andare avanti continuamente in un regime emergenziale. Non si può intervenire solo dopo segnalazioni di cittadini su Facebook».
Secondo Massimo Grossi, co-proprietario dell’hotel Baltic, gli alberghi a Giulianova non producono più reddito come una volta. «Giulianova in questi anni», commenta Grossi, «non ha saputo rinnovare la sua offerta complessiva: i fatturati negli ultimi anni sono diminuiti considerevolmente. Non siamo nella lista delle più popolari destinazioni di vacanza, non siamo più una località turistica attraente».
Margherita Totaro
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