Tassa di soggiorno, il Tar boccia aumenti e tempi di applicazione

Accolto il ricorso dei consiglieri di minoranza e dell’associazione di operatori Roseto Incoming I giudici: «La maggioranza per approvare quelle delibere ha violato il regolamento del consiglio»
ROSETO. Illegittimità degli aumenti delle tariffe e dell’allungamento del periodo di applicazione dell’imposta di soggiorno da parte del Comune di Roseto. È quanto deciso dal Tar Abruzzo con la sentenza firmata dal presidente Germana Panzironi e dai consiglieri Mario Gabriele Perpetuini e Maria Colagrande, che ha accolto il ricorso introduttivo presentato dai consiglieri comunali Teresa Ginoble e Francesco Di Giuseppe e dall’associazione operatori turistici “Roseto Incoming”, per l’annullamento delle delibere 1, 2 e 3 del 24 gennaio 2022, ovvero il documento unico di programmazione 2022-2024, la modifica al regolamento per l’imposta di soggiorno e il bilancio di previsione 2022-2024. Con questa sentenza il Tar ha accolto anche i motivi aggiuntivi presentati l’11 ottobre 2022 dalla consigliera Ginoble, annullando di fatto anche le successive delibere 34 e 35 approvate nel consiglio comunale del 26 maggio 2022. Il Tar infatti, con un’ordinanza, a febbraio 2022 aveva già accolto la richiesta di sospensiva annullando le delibere 1, 2 e 3, ma l’amministrazione, per bloccare gli effetti della sospensiva, era tornata in consiglio comunale a maggio approvando appunto le delibere 34 e 35 inerenti gli aumenti delle tariffe e l’estensione del periodo di applicazione, da tre a sette mesi, dell’imposta di soggiorno 2022.
Ora il Comune, in base a questa sentenza, dovrebbe restituire gli introiti della tassa di soggiorno dei mesi di aprile, maggio, settembre e ottobre ai turisti, ma solo se questi promuovessero una class action per richiedere i proventi. L’ipotesi è alquanto improbabile, dunque alla fine si verificherà quello che è già successo nella precedente amministrazione, ovvero che nessun turista ha richiesto indietro la tassa di soggiorno pagata. L’annullamento delle delibere di convalida, la 34 e 35, potrebbe però rappresentare un ulteriore problema per l’attuale amministrazione in termini di bilancio: le delibere infatti riguardano sia il documento unico di programmazione sia il bilancio, dunque ora la segretaria generale Raffaella D’Egidio e la dirigente di ragioneria Antonietta Crisucci dovranno valutare come mitigare gli effetti di questa sentenza sul bilancio. La situazione inoltre potrebbe rallentare l’approvazione del prossimo bilancio.
Nella sentenza viene contestata la modalità con cui la maggioranza ha accorpato gli emendamenti omogenei presentati da alcuni consiglieri di opposizione. «La votazione sugli emendamenti è avvenuta in deroga al regolamento consiliare benché, come evidenziato dai ricorrenti, l’argomento all’ordine del giorno fosse solo l’approvazione dell’imposta di soggiorno, senza alcuna indicazione in merito all’accorpamento degli emendamenti per gruppi omogenei, né sulla modifica del regolamento consiliare che prevede una diversa modalità di votazione degli emendamenti». Secondo la sentenza, «il metodo dell’accorpamento degli emendamenti omogenei deve essere introdotto con apposita modifica nel regolamento comunale». I consiglieri infatti presentarono ben 1.500 emendamenti, ma questi furono accorpati e votati uno a uno in un lunghissimo consiglio comunale. Si profila ora una dura battaglia tra la maggioranza e opposizione, ma l’attuale amministrazione ha la possibilità di ricorrere in appello. Insomma, la diatriba sulla tassa di soggiorno e sul suo periodo di applicazione prosegue.
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