Tassa di soggiorno L’opposizione: «No a nuovi salassi fiscali»

Pineto, contrari i consiglieri di “Impegno è Sviluppo” «Il Comune ha da poco incassato oltre sei milioni dall’Eni»
PINETO. «È inconcepibile che il Comune di Pineto, che ha appena incassato sei milioni di euro dall’affare Eni, applichi nuove imposte e aumenti la pressione fiscale». Così esordiscono i consiglieri comunali di opposizione del movimento civico “Impegno è Sviluppo” Luca Di Pietrantonio e Gianni Assogna in riferimento alla possibile introduzione della tassa di soggiorno.
«Seguiamo con vivo interesse gli sviluppi della vicenda», affermano, «e siamo decisamente contrari allìapplicazione di nuove imposte: lo siamo ancor di più in un momento storico nel quale le amministrazioni dovrebbero impegnarsi ad alleggerire la pressione fiscale e invece il Comune, dopo aver incamerato oltre sei milioni di euro, di cui l’ultima tranche che ammonta a oltre 2,5 milioni è arrivata solo 15 giorni fa, vuole applicare ulteriori balzelli». Di Pietrantonio e Assogna, dunque, sono perplessi dalla motivazione secondo cui l’introduzione della tassa sarebbe necessaria per chiudere il bilancio comunale e che le entrate da essa derivanti andrebbero a finanziare le manifestazioni e spettacoli estivi. «Siamo molto preoccupati da questa situazione», affermano, «perché evidentemente l’entrata straordinaria proveniente dall’Eni è stata, come noi temevamo, in parte sperperata, si pensi ad esempio alla pista ciclabile del centro, e in parte utilizzata per finalità voluttuarie». Di Pietrantonio dunque auspica «che sindaco e assessori vogliano ravvedersi sul vergognoso aumento della pressione fiscale, che a Pineto già è ai massimi possibili, ove così non fosse, non resta che opporsi strenuamente a questa ulteriore e incomprensibile gabella, ma soprattutto alla tendenza di questa maggioranza di continuare far cassa sulle spalle dei cittadini». In ogni caso la decisione da parte del Comune sull’introduzione effettiva della tassa di soggiorno è attesa a giorni.
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