Tassa di soggiorno, Mastromauro frena

Il sindaco: «Abbiamo solo riavviato il dibattito fra i Comuni costieri e non tapperà buchi in bilancio»
GIULIANOVA. Il sindaco Francesco Mastromauro interviene sul tema dell’imposta di soggiorno chiarendo che, per il momento, nulla è stato ancora deciso e che, in ogni caso, il budget che deriverà dall’eventuale introduzione non servirà a risanare i buchi di bilancio.
«Di imposta di soggiorno», spiega il primo cittadino, «si è tornati a parlare all’inizio del 2015 quando le forze politiche che sostengono l’amministrazione comunale di Giulianova decisero di includere tale misura nel bilancio pluriennale 2016 approvato l’8 agosto scorso. L’obiettivo delle forze di maggioranza, per sgomberare il campo da equivoci, è quello di generare risorse per migliorare l’offerta turistica e non, come qualcuno ha affermato malignamente, per tappare buchi di bilancio». In molti infatti, albergatori e campeggiatori in primis, contrari all’introduzione di tale imposta che loro definiscono «inospitale», ma anche Confesercenti Teramo, intervenuta recentemente sulla questione, sostengono che non ci sia un vero e proprio piano operativo e che i 355mila euro già inseriti nel bilancio pluriennale del Comune di Giulianova serviranno solo per risanare le casse ormai vuote.
«Nulla è stato ancora deciso», precisa invece Mastromauro, «dal momento che il bilancio 2016 deve essere ancora approvato e che saranno necessari altri incontri affinché tutti i pro e i contro legati alla imposta possano essere analizzati con la dovuta attenzione». Il sindaco ricostruisce poi le tappe che hanno portato a questi incontri dei sindaci delle 7 città costiere del Teramano, iniziate nell’autunno del 2011 quando in tanti chiedevano l’applicazione dell’imposta. «Partecipammo quindi a numerosi incontri del tavolo tecnico sul turismo con i colleghi dei Comuni costieri del Teramano», racconta Mastromauro, «e fummo invitati anche a San Benedetto, dal momento che pure nella parte sud delle Marche si discuteva sull’opportunità di applicare l’imposta. A differenza dei Comuni dell’Ascolano, che scelsero di applicare l’imposta di soggiorno, la scelta delle sette sorelle del Teramano fu di non procedere all’istituzione della misura e nella decisione furono importanti le posizioni del sindaco e dell’assessore al turismo di Giulianova. Constatato che, recentemente, alcuni sindaci hanno manifestato interesse a discutere di imposta di soggiorno, tutti assieme abbiamo quindi convenuto di riavviare un percorso finalizzato alla definizione di una posizione quanto più possibile unitaria in un senso o nell’altro».
Margherita Totaro
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