Tassa di soggiorno No di Federcamping e Federalberghi

Le associazioni minacciano serrate: «Scelta sbagliata Offriamo depuratori che non funzionano e città sporca»
GIULIANOVA. Federcamping e Federalberghi sono contrari alla volontà del Comune di Giulianova di istituire la tassa di soggiorno. E su questo annunciano battaglia. «Si vuole istituire questa tassa», commenta amaramente Giuseppe Delli Compagni, presidente regionale e vice nazionale di Faita Federcamping, «quando non funzionano i depuratori, con gli attuali scarsi livelli di qualità delle acque e con la città sporca. Nel tratto nord del lungomare mancano le luci da 10 giorni e nessuno viene a controllare. Con tutte queste cose da risolvere, l’unica cosa che sanno fare è mettere la tassa di soggiorno. Siamo stanchi di subire, io e i miei colleghi siamo esasperati, non siamo vacche da mungere. Avevamo un accordo scritto firmato prima del ballottaggio con questo sindaco in cui si prometteva che, per tutta la durata della legislatura, non sarebbe stata inserita la tassa di soggiorno. Se non possiamo credere al primo cittadino, su chi possiamo contare? Noi continuiamo a lavorare ma se va avanti così consegneremo le chiavi delle nostre attività».
L’atmosfera è pesante tra gli operatori turistici del settore che, ieri pomeriggio, hanno tenuto una riunione alla presenza di Luigi Ragni, consigliere di Civicamente. Già nello scorso consiglio comunale, Ragni era intervenuto proprio a proposito della volontà della maggioranza di istituire la tassa di soggiorno. « La tassa di soggiorno rappresenta un disincentivo al turismo», aveva detto Ragni, «e almeno fino a che tutti i Comuni costieri non si metteranno d’accordo, non è possibile istituirla in solo Comune». Anche Fabrizio Retko, di Linea Retta, aveva espresso perplessità, visto che gli introiti previsti dalla tassa, circa 350mila euro, sono già stati inseriti nel bilancio pluriennale ma non esiste ancora un regolamento. «Ripensare ancora all’applicazione dell’imposta di soggiorno sulla costa teramana», dichiara Gianmarco Giovannelli di Federalberghi Abruzzo, «significa chiedere ai turisti soldi per servizi pubblici notoriamente scandalosi. Questo è l’ultimo affronto di immagine che tenterete di fare a una costa già martoriata dai depuratori, dall’inquinamento, dall’erosione e dalla sporcizia, dalla scarsità idrica, dalle tasse».
Margherita Totaro
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