Tassa sulla pubblicità, stop agli aumenti

11 Aprile 2019

Tanti negozi coprono le insegne e il Comune fa marcia indietro. Il sindaco: «Ma non perché abbiamo ceduto alla protesta»

ROSETO. Sospeso l’aumento del 30 per cento dell’imposta sulla pubblicità per le insegne degli esercizi commerciali. E’ la decisione del sindaco Sabatino Di Girolamo alla vigilia del consiglio comunale in programma oggi alle 15.30, dopo la veemente protesta dei commercianti che ha coinvolto ben 120 negozi, con le insegne dei negozi coperte o rimosse contro l’aumento dell’imposizione fiscale. Dal Comune, però, specificano che la decisione di sospendere l’aumento non è dovuta alla protesta. «È maturata in ordine a due tipi di riflessioni che nulla hanno a che vedere con la protesta», precisa Di Girolamo, «che in molti casi era ingiustificata, visto che sono state coperte anche quelle insegne che godevano di esenzioni, segno che non è stato colto in pieno il contenuto del provvedimento che impattava in realtà solo sulle metrature estese. La prima motivazione è legata alla sensibilità che come amministrazione vogliamo avere per il difficile momento economico, nonostante gran parte delle città limitrofe abbiano applicato aumenti dal 35 al 50 per cento come Giulianova, Martinsicuro, Alba e Atri». La seconda riflessione è invece legata a motivazioni economiche. Secondo il sindaco, infatti, il gettito complessivo derivante dall’aumento dell’imposta sulla pubblicità sarebbe stato irrisorio per le casse dell’ente, precisando che dalle rilevazioni fatte ci sarebbe un’evasione diffusa. «Tenuto conto», prosegue la nota del sindaco, «che i primi risultati dei rilievi hanno evidenziato una forte capacità di recupero dell’evasione a tariffe invariate, a nulla serve quindi il piccolo aumento. Per questi motivi, e per rispetto dei contribuenti onesti, abbiamo deciso sì di sospendere l’aumento già preventivato, ma anche di proseguire con l’opera di monitoraggio e censimento delle insegne. Dunque il tributo rimarrà invariato e fermo alle tariffe del 1993, ma adesso tutti saranno chiamati a pagare. Abbiamo voluto tendere una mano ai commercianti, quelli rispettosi delle regole, ma anche quelli che dietro all’aumento si creavano l’alibi per continuare a evadere l’imposta».
Il primo cittadino, inoltre, evidenzia che gli aumenti decisi, ora sospesi, non avevano nulla a che vedere con il mancato gettito dei passi carrabili, e annuncia un incontro con le associazioni di categoria e con la ditta affidataria del servizio, L’Abaco, per lunedì 15 aprile alle 20, per parlare anche delle modalità con le quali proseguirà il censimento, che si concluderà a fine aprile. Di contro, però, i commercianti confermano la protesta per oggi pomeriggio, alle 15.30, in piazza della Repubblica, in concomitanza con il consiglio comunale.
E sulla questione fiscale interviene anche il gruppo consiliare di minoranza Casa Civica, che si schiera a fianco dei commercianti. «Dal 2010 a oggi, secondo i dati Istat», dichiara il capogruppo di Abruzzo Civico Mario Nugnes, «il settore del commercio nella provincia ha avuto un forte calo causato dalla crescita dell'e-commerce e dal proliferare dei centri commerciali. Questo fenomeno, oltre a danneggiare il cuore pulsante dell'economia della nostra città, i piccoli commercianti, a Roseto sta spopolando le vie centrali, e l’unica speranza di sopravvivere è quella di poter contare su un’amministrazione lungimirante che tenga alla sua comunità, come è stato fatto in alcuni Comuni limitrofi, dove i nuovi esercizi commerciali avranno dei forti sgravi fiscali. Porteremo questa battaglia in consiglio, non si possono tartassare così i commercianti della nostra città». La segretaria di Casa Civica Gabriella Recchiuti, inoltre, critica la scelta dell’esternalizzazione del servizio di riscossione da parte dell’amministrazione, visto che pochi mesi fa è stata assunta una figura per la gestione del servizio di riscossione dei tributi locali.
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