Tassazione sulle piccole imprese: Teramo è la migliore in Abruzzo

La pressione fiscale in città è del 51,1% e vale la 19ª posizione in Italia su 114 capoluoghi di provincia Segue Pescara con il 51,6, molto più indietro L’Aquila (52,6) e Chieti (52,7). Il primato è di Bolzano
TERAMO. Il rapporto dell’Osservatorio nazionale della Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato) sulla tassazione applicata nel 2022 alle micro imprese, dal titolo “Comune che vai fisco che trovi”, incorona Teramo come la città capoluogo d’Abruzzo meno "tirannica" quanto a pressione fiscale sulle imprese meno grandi.
Presentato giovedì scorso a Roma alla presenza di numerose autorità istituzionali (ospiti del presidente nazionale della Cna, Dario Costantini, c’erano il vice ministro all’Economia, Maurizio Leo; i senatori Massimo Garavaglia, Antonio Misiani, Mario Turco), il rapporto – redatto da Claudio Carpentieri, responsabile del centro studi nazionale Cna, delinea due classifiche che mettono in fila i 114 capoluoghi di provincia d’Italia, stabilendo quale sia il cosiddetto “tax free day”, ossia il numero di giorni necessari a pagare il fisco, per poi poter fissare sul calendario la data in cui finalmente i profitti finiscono nelle proprie tasche anziché in quelle dell'Erario; e quale sia, parallelamente a tutto questo, il “total tax rate”, ovvero l’ammontare complessivo sul reddito prodotto dai vari prelievi: un dato, questo, che in Italia si attesta mediamente al 52,7%
Singolare il caso di Chieti, i cui dati – i peggiori tra i quattro capoluoghi – coincidono perfettamente con la media dell’Italia: e questo sia quanto al giorno della “liberazione” dalle tasse, fissato al 10 luglio; sia per quel che riguarda la pressione complessiva, pari al 52,7%. Con L’Aquila al 52,6% di pressione complessiva e “tax free day” che scatta pure il 10 luglio, resta da dire di Pescara e Teramo: qui alle piccole imprese va un po' meglio delle altre due città, visto che nel capoluogo adriatico il rapporto tra giorni trascorsi a lavorare per pagare i vari tributi e quello dedicato a produrre reddito per la famiglia è fissato a 188 e 177 (con tax free day che scatta il 6 luglio e pressione complessiva pari al 51,5%). Mentre a Teramo, miglior risultato in assoluto tra i quattro capoluoghi, il rapporto è di 187 a 178 giorni, con data di affrancamento dai balzelli vari che scende al 1° luglio, e una pressione che si attesta al 51,1%. Dati, questi, che nella graduatoria generale sui 114 centri analizzati, pongono Teramo alla 19esima piazza, seguita da Pescara (29esima), L’Aquila (64esima) e Chieti (68esima).
Ovviamente, per avere un quadro omogeneo, lo studio della Cna ha preso in considerazione un modello medio identico di impresa su cui fare i conteggi: ricavi da 431mila euro; costo del personale (4 operai e un impiegato) di 165mila euro; costo del venduto di 160mila euro; altri costi e ammortamenti per 56mila euro; reddito d’impresa di 50mila euro; laboratorio artigiano da 350 metri quadri e un valore commerciale di 250mila euro. Un modello medio, cui segue il complesso ginepraio di tasse e balzelli vari: un puzzle complesso di sigle che tolgono il sonno alle imprese. Per la cronaca, a guidare in Italia la classifica dei comuni più virtuosi in fatto di carico fiscale per le imprese è Bolzano: qui il tax free day scatta il 18 giugno.(red.te)

