Tasse, niente sconti sui pagamenti Una mazzata su 15mila aziende

29 Gennaio 2020

Arrivano gli avvisi dell’Agenzia delle entrate: si devono versare per intero le somme sospese nel 2017 Il commercialista Matone: penalizzate le piccole imprese, bisogna fare una legge come per il 2009

TERAMO. Una mazzata bella e buona sugli imprenditori, soprattutto i più piccoli, e sui professionisti. Sta arrivando in questi giorni tramite avvisi di recupero, per ora bonari, di somme dovute all’Agenzia delle Entrate. Tutto nasce con le misure a sostegno delle popolazioni terremotate. In precedenti terremoti, come quello dell’Aquila o dell’Umbria, il governo decise di ridurre al 40% in 120 rate l'ammontare dovuto per ciascun tributo e contributo previdenziale oggetto delle sospensioni concesse nel periodo successivo alle scosse.
Per il cratere del sisma 2016-17 tutti, in primis i politici con dichiarazioni ufficiali, erano convinti che si seguisse la stessa via. «Invece stanno arrivando gli avvisi dell’Agenzia delle Entrate», esordisce il commercialista Carlo Matone, «e si scopre che per i contributi previdenziali la riduzione è estesa a tutti (persone fisiche, professionisti e imprese) invece incredibilmente la riduzione per i tributi (come Irpef, addizionali, imposta sostitutiva, cedolare secca, ndr) riguarda solo le persone fisiche. Quindi rimangono fuori le imprese i professionisti i quali dovrebbero restituire l'intero importo sospeso entro il 16 dicembre 2017. La cosa folle è che l'agevolazione è solo per contributi, ma non per i tributi.
Per le imprese la sospensione dei versamenti è finita a novembre 2017 e dovevano versare tutto il 16 dicembre 2017. Ma nessuno ha pagato: erano tutti sicuri che dopo qualche mese sarebbe arrivata la legge che disponeva la riduzione del 40%, come accaduto per il terremoto dell'Aquila addirittura dopo un anno. E ora l’erario rivuole le somme per intero, maggiorate delle sanzioni. In media mazzate di migliaia di euro per una platea di circa 15mila imprese comprese nel cratere in Abruzzo. «La storia è incredibile e gravemente ingiusta perchè i redditi di partecipazione, cioè i proventi della partecipazione in società di persone o di capitale, che dichiarano le persone fisiche hanno diritto all'agevolazione. Invece la ditta individuale, quella più piccola e più fragile, deve restituire tutta la somma con le sanzioni. Urge un intervento legislativo per ottenere misure simili al sisma 2009. L'emergenza non si è risolta, la ricostruzione non è partita, la crisi è peggiorata rispetto al 2016: la gente come paga?», conclude Matone.
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