Team, gara per trovare un nuovo socio

13 Febbraio 2015

E’ questo l’indirizzo che l’assemblea ha dato al sindaco, ma i tempi sono stretti: bisogna farla entro il 30 aprile

TERAMO. Sarà gara per la Team del futuro. Il consiglio comunale dedicato al riassetto della società che gestisce raccolta e smaltimento dei rifiuti ha dato un indirizzo chiaro al sindaco Maurizio Brucchi: il bando per l'indivuazione del nuovo socio e il riaffidamento dei servizi va fatto al più presto. L’urgenza è dettata dalla scadenza del 30 aprile che sancirà la fine della convenzione tra il Comune, socio di maggioranza insieme al consorzio Mote, e la Team.

Alle ragioni scandite dal calendario si aggancia una questione di opportunità, emersa dal dibattito, che fa pendere la bilancia dalla parte della gara. Questa infatti varrà anche come una sorta d'indagine di mercato sul valore della società e in particolare della quota che passerà dal controllo da parte della procura di Catanzaro al nuovo socio. La risposta suscitata dal bando in sostanza dirà se i circa 2,3 milioni di euro stimati per il 49% delle quote detenuto dalla Enertech, prima che quest’ultima finisse sotto inchiesta in Calabria, rappresenti un prezzo equo. Non ne è convinto, anzi sostiene l'esatto contrario, l’ex assessore alle finanze Alfonso Di Sabatino Martina, secondo cui la perizia commissionata dall'amministrazione e successivamente dalla procura catanzarese ha sovrastimato il dato economico.

La gara con evidenza pubblica dirà dunque se quel valore rende la Team appetibile sul mercato. «E' un atto dovuto, gli uffici avrebbero dovuto già farlo», scandisce Di Sabatino Martina, «non possiamo sottrarci, ne va dell'interesse della collettività, dei lavori e della nostra responsabilità patrimoniale». Il prezzo, presumibilmente al ribasso, che emergerà dalla risposta al bando sarà anche una valida premessa alla possibilità di riacquisto delle quote da parte di un soggetto pubblico.

L'indizione della gara, come evidenzia Giambattista Quintiliani (Futuro In), non esclude in partenza l’opzione caldeggiata da Brucchi di una Team interamente in mano a un consorzio di Comuni su base provinciale. Le stesse valutazioni rimbalzano dai banchi della maggioranza a quelli dell’opposizione. «L’unica cosa che si può fare», sostiene Manola Di Pasquale (Pd), «è il bando di gara che doveva essere avviato cinque anni fa». Il ritardo accumulato dal Comune verso questo approdo è uno dei tratti che distinguono le posizioni dei gruppi di minoranza rispetto ai loro dirimpettai in aula. «Il punto è se siamo in grado di chiudere la gara entro il 30 aprile», fa notare Gianguido D’Alberto, capogruppo del Pd che domanda: «Perché si è posta ora questa situazione ormai prossima all'emergenza?». Le responsabilità, secondo l'opposizione, sono tutte dell'amministrazione e della maggioranza che ha fatto lievitare i costi della società e le relative tariffe a carico dei cittadini trasformando la Team in un carrozzone con 258 dipendenti con tre impiegati per ogni operatore impegnato sulla strada. «Cosa succederà a fine aprile? Ci sarà un'altra proroga?», incalza Fabio Berardini (M5S), «mancano dati e informazioni anche sugli ultimi accadimenti societari». Il consigliere grillino affonda i colpi. «Voglio sapere quanto guadagnano i dipendenti, compresa la moglie del sindaco», attacca, «basta con lo stipendificio».

In aula c'è un gruppetto di dipendenti Team che si occupano di pulizia degli immobili, preoccupati per la loro sorte, ed esponenti grillini che sottolineano con applausi qualche passaggio degli interventi più accalorati ma vengono redarguiti dal presidente Milton Di Sabatino. Raimondo Micheli (Fratelli d'Italia-An) propende «senza indugio» per la gara, ritenendo che «non sussistano le condizioni di prospettiva né economiche per avventurarsi in un riacquisto delle quote». E arriva la replica del sindaco: «La Team non è un carrozzone ora con la presenza del privato «e non lo sarebbe neppure se la società diventasse tutta pubblica». Lo dimostrano, secondo Brucchi, i dati sui dipendenti. «Erano cento nel '96 quando la società nacque, sono diventati 204 a fine 2003 e ora sono 258», fa notare, «l'aumento è stato di 54 addetti negli ultimi dodici anni con nuove commesse importanti». Il voto non è previsto ma la strada è ormai tracciata.

Gennaro Della Monica

©RIPRODUZIONE RISERVATA