Teatro romano, apre il cantiere: via alla demolizione dei palazzi

Cerimonia con il primo colpo di piccone per abbattere gli edifici che coprono la struttura millenaria Un video ripercorre le battaglie per avviare l’intervento. Il sindaco: momento epocale per l’Abruzzo
TERAMO . Con un colpo di piccone, alle 17.45, si è chiusa la cerimonia istituzionale e si è aperto il cantiere più atteso della storia della città. Da ieri pomeriggio il teatro romano è ufficialmente avviato alla riqualificazione. È stato il sindaco Gianguido D’Alberto a far cadere la prima pietra dei palazzi Adamoli e Salvoni, costruiti un secolo fa a ridosso del teatro.
PROGETTO AL VIA
il loro smontaggio è intervento propedeutico alla riqualificazione dell’area archeologica che da decenni aspetta di brillare di quella luce che gli è data dalla storia millenaria ma che gli è stata negata da quella più recente. Un momento che l'amministrazione e ha voluto condividere con le autorità locali e la comunità. Ieri pomeriggio all'interno del sito archeologico si è tenuta la cerimonia, con benedizione da parte del vescovo Lorenzo Leuzzi, di avvio del cantiere.
LA CERIMONIA
il sindaco ha fatto gli onori di casa, circondato dai rappresentanti degli enti e delle associazioni che a vario titolo hanno collaborato per raggiungere l'obiettivo. La lettura da parte di Silvia D'Anastasio, studentessa, di un passo delle Eumenidi di Eschilo ha aperto la cerimonia. Sulla parete del palazzo Adamoli è stato proiettato un video realizzato da Teramo Nostra, l’associazione che per oltre vent’anni si è battuta per il recupero del teatro: una carrellata di ritagli di giornali, proteste e progetti raccontati dal giornalista Rino Orsatti per riassumere le vicende che hanno agitato l’esistenza del sito archeologico dal 1962 ad oggi. Un nastro che si è riavvolto, con focus su quelli che sono stati passaggi cruciali: come l'opposizione di Teramo Nostra ai camion che nel 2010 stavano spostando le pietre del teatro, gli interventi di fuoco di Marco Pannella e le graffianti critiche di Vittorio Sgarbi. Fino al progetto dello studio Bellomo, alla sua approvazione nel 2019 con la giunta D’Alberto e al recupero di 12 milioni di euro per avviare la riqualificazione. Una parte dei fondi, pari a 7,7 milioni, è giunta dal ministero per il Sud e la Coesione sociale di Mara Carfagna che ieri ha inviato al primo cittadino un messaggio di auguri esprimendo orgoglio per aver contribuito a quella che sarà la «valorizzazione di un'area archeologica di assoluto pregio».
IL SINDACO
D’Alberto ha parlato di «momento epocale per Teramo e per l’Abruzzo», di una città «che diventa protagonista del suo presente e del suo futuro». Il sindaco ha voluto ricordare e ringraziare quanti hanno combattuto per il teatro romano, quanti hanno collaborato per far sì che si remasse verso il recupero: «Questa giornata rappresenta una traccia indelebile che segna un solco storico. Oggi non facciamo solo un regalo a noi stessi, ma soprattutto alle generazioni future che potranno godere di ciò che è stato negato e sottratto a chi le ha precedute», ha detto D'Alberto. E su questo legame fra passato, presente e futuro, si è inserito il dono della prima pietra scardinata alla studentessa che aveva aperto la cerimonia.
GLI INTERVENTI
Il presidente di Teramo Nostra Piero Chiarini ha ricordato le battaglie, i cento sit-in, il coinvolgimento di due capi di Stato (Ciampi e Napolitano ndc) per invitare tutti a «godere di questo bellissimo regalo di Natale». Sandro Melarangelo ha parlato di «battaglia conclusa» e «teatro riconquistato» grazie ad un «sindaco eccezionale». La presidente della Fondazione Tercas Tiziana Di Sante, inoltre, ha ricordato come 12 anni fa la fondazione dava il suo primo sì al progetto. Soddisfatti anche la responsabile della Sovrintendenza Cristina Collettini e l’assessore regionale Piero Quaresimale che ha ricordato l'impegno della Regione nel reperire i fondi.
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