Teatro romano, c’è l’accordo tra Comune e Soprintendenza

25 Gennaio 2019

Le modifiche al progetto riguardano l’allestimento dei locali di servizio, della libreria e della caffetteria che saranno realizzati in un edificio attiguo e non nell’area archeologica. Scompare lo specchio d’acqua

TERAMO. C’è l’accordo tra Comune e Soprintendenza sul recupero del teatro romano. L’amministrazione, nel corso dell’incontro di ieri mattina, ha recepito di fatto le prescrizioni dettate dai tecnici sul progetto preliminare presentato dallo studio palermitano Bellomo. Sarà quest’ultimo, dunque, a dover tradurre in pratica le indicazioni della Soprintendenza, già prospettate a inizio dicembre, inserendole nella proposta di riqualificazione e riutilizzo dello spazio da destinare a spettacoli ed eventi culturali. Le obiezioni principali hanno riguardato l’allestimento di locali di servizio, tra cui camerini, bagni, libreria e caffetteria. Le soluzioni previste dallo studio Bellomo, finalizzate a rendere funzionale il recupero e il riutilizzo del teatro romano, sono state ritenute eccessivamente impattanti, per cui si renderanno necessarie modifiche al progetto. Su queste è stato concentrato il confronto nella riunione di ieri, che per l’amministrazione ha coinvolto il sindaco Gianguido D’Alberto e gli assessori Stefania Di Padova e Luigi Ponziani. Per dotare l’area dei necessari locali di servizio, dunque, non saranno realizzate nuove strutture, ma verrà sfruttato un piccolo edificio di proprietà comunale distribuito su tre piani con ingressi sia in via Irelli che dal perimetro interno del teatro romano. La modifica progettuale raggiungerà dunque il doppio scopo di evitare sovrastrutture e recuperare un immobile dell’ente. Saranno i progettisti a dover trovare, nelle prossime settimane, l’assetto migliore per armonizzare questa soluzione con il resto dell’intervento. Ulteriori cambiamenti risulteranno meno impegnativi, come l’eliminazione dello specchio d’acqua evocativo delle naumachie che lo studio Bellomo aveva collocato a copertura del fronte scena. Tra le priorità resta l’acquisizione di casa Salvoni e della parte ancora in piedi di palazzo Adamoli, da demolire per riportare interamente alla luce la cavea. Il Comune ha ripreso i contatti con i proprietari dei due immobili per la definizione di un accordo che culminerà con gli espropri, procedura che sarà comunque avviata nella fase successiva al varo del progetto definitivo in consiglio comunale. Prima del via libera all’opera, la proposta preliminare modificata secondo le prescrizioni della Soprintendenza sarà sottoposta all’esame di associazioni e cittadini per favorirne la condivisione. «Si tratta dell’ultimo treno a nostra disposizione per realizzare la riqualificazione del teatro romano», afferma il sindaco, «per questo tutte le forze politiche devono ritrovarsi concordi nella volontà di raggiungere tale obiettivo, che sarà di tutti e non solo di una parte». Nel corso della riunione sia parlato anche del recupero del castello Della Monica che necessità di ulteriori finanziamenti per interventi urgenti di salvaguardia.
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