Teatro romano, i fondi regionali arriveranno dopo l’estate

Il governatore D’Alfonso assicura: all’intervento le prime economie che deriveranno dal Masterplan La giunta approverà a breve una delibera apposita. D’Alberto: «Vigileremo, serve un’accelerazione»
TERAMO. I soldi della Regione per il teatro romano arriveranno tra settembre e ottobre. È la scadenza indicata dal governatore Luciano D’Alfonso nel corso dell’incontro di ieri mattina a Pescara con il sindaco Gianguido D’Alberto, la sovrintendente regionale all’archeologia Rosaria Mencarelli ed Enrica Salvatore, presidente della fondazione Tercas che insieme al ministero dei Beni culturali è cofinanziatrice del recupero del monumento di epoca imperiale. Dei 4,5 milioni di euro di spesa stimata a suo tempo per il ripristino del teatro romano come spazio per spettacoli ed eventi, liberando la cavea dalla cappa formata da casa Salvoni e dalla porzione ancora in piedi di palazzo Adamoli, manca solo la quota regionale.
Si tratta di 1,5 milioni di euro, il cui stanziamento è stato più volte annunciato dal governatore, che verrebbero ricavati dalle prime economie relative al finanziamento degli interventi previsti nel Masterplan. Questa almeno è l’indicazione fornita da D’Alfonso ieri mattina, quando ha sottolineato che l’impegno all’esborso sarà cristallizzato nei prossimi giorni con una delibera di giunta. Il presidente ha comunque riaffermato l’intenzione di sostenere il progetto, evidenziandone la valenza e le prospettive di sviluppo che aprirà per il territorio non solo cittadino. D’Alberto ha apprezzato l’impegno rinnovato da parte del governatore, ma non si accontenta delle parole. «Vigileremo sulla procedura indicata», chiarisce, «perché si tratta di fondi essenziali per completare la progettazione e avviare la realizzazione dell’intervento». Dopo oltre vent’anni di traversie, il recupero del teatro romano non può andare ancora per le lunghe. «Serve un’accelerazione», tiene a evidenziare il sindaco che per la prossima settimana ha convocato i tecnici dello studio palermitano Bellomo incaricato della progettazione definitiva dell’intervento. «L’incontro sarà finalizzato a verificare lo stato dell’arte», osserva il primo cittadino, «e soprattutto a fare il punto sulle prospettive progettuali». In ballo resta il problema della copertura, che in una prima soluzione indicata da Bellomo in base alle prescrizioni della soprintendenza era stata concretizzata in una gabbia di vetro e acciaio su cui si è abbattuta una raffica di contestazioni. Feroci, in particolare, quelle di Teramo Nostra e di altre associazioni che hanno anche costituito il comitato promotore per un referendum teso a garantire un’ampia partecipazione cittadina alla scelta del progetto esecutivo. Su questa parte del caso teatro romano D’Alberto conferma quanto detto in campagna elettorale. «Il punto di riferimento rimane lo studio di fattibilità elaborato da Giovanni Carbonara e approvato all’unanimità in consiglio comunale nel 2010», ribadisce il primo cittadino. In quell’ipotesi di recupero non era prevista la copertura dei resti, che la soprintendenza riterrebbe necessaria per proteggerli dalla corrosione provocata da smog e agenti atmosferici. «L’obiettivo è il pieno recupero funzionale del teatro», ripete il sindaco, «con il minor impatto possibile».
Secondo lui non ci sarebbero arroccamenti da parte della soprintendenza sul sistema da adottare per la tutela del monumento. In ogni caso D’Alberto assicura che il percorso di adozione del progetto finale per il recupero del teatro romano andrà nella direzione indicata dal comitato referendario. «Ci sarà il coinvolgimento di associazioni e cittadini», assicura, «per permettere la massima partecipazione». Per il sindaco, comunque, è già significativo il risultato ottenuto ieri. «Dopo tanti anni le istituzioni coinvolte nell’intervento sono tornate a sedersi allo stesso tavolo», conclude, «abbiamo rimesso in moto il processo».
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