Teatro romano, il referendum piace agli aspiranti sindaci

TERAMO. Sabato si è svolta l’assemblea cittadina “Progettiamo insieme il futuro del Teatro romano”. Hanno partecipato cittadini, studenti, tecnici e alcuni dei sette candidati sindaci. Erano presenti...
TERAMO. Sabato si è svolta l’assemblea cittadina “Progettiamo insieme il futuro del Teatro romano”. Hanno partecipato cittadini, studenti, tecnici e alcuni dei sette candidati sindaci. Erano presenti Carlo Di Marco e Giuliano Lucenti, rispettivamente presidente del comitato per il referendum e del coordinamento dei comitati di quartiere, e altri componenti del comitato.
Dopo l’introduzione di Di Marco, che ha illustrato le motivazioni del referendum, oltre a forme e modalità del Forum con esso richiesto, ed ha concluso con un appello alle forze politiche perché a partire dall’insediamento del nuovo consiglio comunale aprano il Comune alla democrazia partecipativa, si è sviluppato un dibattito cui hanno partecipato i cittadini presenti.
Fra i candidati sindaci intervenuti, alcuni sono andati via prima della chiusura dell’assemblea, altri hanno dato un contributo alla discussione. Secondo Di Marco e Lucenti «vi sono state rilevanti dichiarazioni di condivisione dell’iniziativa referendaria basate sull’importanza storica del bene comune teramano e sulla necessità della democrazia partecipativa, della valorizzazione degli organismi spontanei di base dei cittadini, della modifica dello Statuto comunale e dei regolamenti attuativi. Ve ne è uno solo, si è detto, quello sul referendum, scritto male e in maniera strumentale. Chiaro è stato invece l’impegno da parte dei candidati intervenuti al dibattito, a proporre al consiglio comunale che si insedierà, un regolamento per lo svolgimento del Forum e la successiva convocazione del Forum cittadino richiesto con il referendum. Altrettanto chiaro, d’altro canto, è stato l’impegno del comitato a proseguire la raccolta delle firme per il referendum che al momento si attestano a circa 1.200 a meno di un mese dall’avvio».
Gianguido D’Alberto, che ha partecipato all’assemblea, in una nota spiega che tra i punti cardine del suo programma ha proprio «la modifica del regolamento sui referendum comunali con l’obiettivo di agevolarne lo svolgimento. La vicenda del teatro romano evidenzia, simbolicamente e concretamente, il fallimento della passata amministrazione nella politica culturale. A fronte dei numerosi annunci registrati in questi anni, infatti, sul recupero del monumento si è registrata una sostanziale inerzia. Tra le nostre priorità, nell’ambito di una vera politica culturale che sia anche volano di sviluppo turistico ed economico per la città, ci sarà quella di recuperare i ritardi lasciati in eredità dalla passata amministrazione».

