Teleponte, il personale è in stato di agitazione

Anche se dovesse terminare l’oscuramento i tg andranno in onda senza servizi Di Francesco promette due stipendi ma non dà certezze sul futuro dell’emittente
TERAMO. Non ci sono certezze sul futuro di Teleponte e il personale si è messo in stato di agitazione, per cui anche qualora si riuscisse a ripristinare il segnale oscurato da giorni i telegiornali andranno in onda senza servizi, solo con la lettura delle notizie. Inoltre la vertenza finirà sui tavoli delle istituzioni locali. È questo il succo della riunione di ieri mattina tra i giornalisti e tecnici dell’emittente, accompagnati dai rispettivi rappresentanti sindacali, e la proprietà, rappresentata sia dal presidente onorario (ma padrone di fatto) Aldo Di Francesco che dall’amministratore delegato di Fin Television Mario Schintu. Di Francesco avrebbe parlato di diverse trattative in corso per acquisire tutta Teleponte o parte delle quote societarie e promesso di pagare due stipendi arretrati entro martedì. Non è bastato, e non poteva bastare, per placare la protesta del personale, che appare peraltro tardiva rispetto a una situazione di crisi precipitata sì negli ultimi giorni, ma i cui segnali erano evidenti da tempo.
La nota diffusa da Franco Di Ventura per la Cgil e da Pina Manente per il Sindacato giornalisti abruzzesi al termine della riunione recita: «La redazione e il direttore responsabile di Teleponte, unitamente all'Assostampa e alla Cgil, hanno proclamato già dal 30 aprile lo stato di agitazione confermato all'esito dell'incontro che si è svolto questa mattina con l'amministratore Mario Schintu e con il presidente onorario Aldo Di Francesco. I giornalisti e i tecnici, al momento in opera solo in rete e in registrata sul sito di Teleponte per l'oscuramento del segnale, si limiteranno a leggere le notizie astenendosi dai servizi audio-video. Nella riunione di questa mattina non sono state fugate le preoccupazioni sulla situazione aziendale, sugli stipendi arretrati e sullo scenario futuro. Redazione e sindacati, quindi, hanno chiesto l'attivazione di un tavolo istituzionale presso la Provincia e intanto attendono, come da impegno assunto dalla proprietà questa mattina, il pagamento di due mensilità entro martedì e un piano aziendale che dia garanzie rispetto alla salvaguardia dei livelli occupazionali. Permane la preoccupazione per quella che è, da oltre trent'anni, una delle realtà giornalistiche più significative della nostra provincia e della nostra regione: un luogo che ha raccontato e dato voce alle storie dei cittadini, alle vicende sociali e politiche, alla cultura, allo sport e all'associazionismo. Questo patrimonio vorremmo preservare e anche per questo riteniamo che sia necessario il coinvolgimento delle istruzione locali per una vertenza che, indubbiamente, va oltre gli aspetti squisitamente istituzionali».(d.v.)
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