Tensione in aula, Verna: giunta incapace Brucchi: manovra politica contro di me

21 Dicembre 2016

Il confronto in aula sulla funivia fa riaffiorare le acredini sul concepimento del Masterplan da parte della Regione. La scelta di affidare al rettore Luciano D’Amico il ruolo di referente per Teramo...

Il confronto in aula sulla funivia fa riaffiorare le acredini sul concepimento del Masterplan da parte della Regione. La scelta di affidare al rettore Luciano D’Amico il ruolo di referente per Teramo offre lo spunto a Maurizio Verna (Pd, nella foto) per stuzzicare il sindaco Maurizio Brucchi. «La fama di quest’amministrazione ha varcato i confini comunali», evidenzia, «per la propria incapacità realizzativa». Secondo il consigliere doveva essere il sindaco a prendere l’iniziativa, convocando il consiglio comunale per discutere della funivia quando il progetto gli è stato presentato in aprile. Le sue parole innescano la reazione veemente di Brucchi. «Il motivo per il quale non sono stato indicato io come referente teramano è solo politico», contrattacca, «non si voleva che un sindaco di centrodestra gestisse tutti quei milioni». Il primo cittadino ritiene che quel ruolo istituzionale non andasse assegnato a D’Amico, pur riconoscendone le capacità. «Può essere il rettore», domanda, «il referente unico di progetti tanto importanti per la città?». Secondo Brucchi spettava al governatore Luciano D’Alfonso e a D’Amico il compito di coinvolgerlo preventivamente nella scelta. «Quando sono stato chiamato», osserva, «ho sempre fatto mettere a verbale la mia contrarietà alla funivia e la necessità di ragionare con il consiglio». Le accuse velenose di Verna, secondo lui, nascono da piani andati a vuoto in vista del voto per la Provincia. Il sindaco denuncia trame per far approvare il progetto della funivia. «Dal centrosinistra sono partite telefonate a consiglieri di maggioranza per indurli a votare a favore». Ci va di mezzo anche la realizzazione dell’ospedale unico provinciale: «Il Pd ha fatto sopralluoghi per collocarlo a Mosciano, ma non lo permetteremo».(g.d.m.)