Tensioni sul rimpasto, Core si dimette

Lascia il ruolo di capogruppo di “Insieme possiamo” per contrasti interni legati alla linea politica e allo stallo sulla giunta
TERAMO. Colpo a sorpresa nella maggioranza del sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto: ieri il consigliere comunale Andrea Core si è dimesso da capogruppo di “Insieme possiamo”, la forza politica dell’assise numericamente più forte e vicina al primo cittadino. Un passo indietro comunicato dal diretto interessato ai compagni del gruppo, al presidente del consiglio Alberto Melarangelo e al sindaco. Tutti sorpresi da una scelta che, però, se inquadrata nel contesto politico comunale, appare in linea con l'indole di un consigliere tanto appassionato quanto insofferente a situazioni stagnanti.
Le ragioni delle dimissioni di Core da capogruppo sarebbero da ricondurre in via principale a frizioni interne con alcuni appartenenti a “Insieme possiamo”, collegate anche alla vicenda del rimpasto di giunta che non arriva. Su questo e sulla linea politica che il gruppo dovrebbe seguire si sarebbero generate nelle ultime settimane delle divergenze forti esplose ieri con le dimissioni. È evidente che l'azione di Core trova un collegamento con lo stallo che si è generato sul rimpasto: l'elezione a consigliere regionale di Giovanni Cavallari ha lasciato vuoto l'assessorato ai lavori pubblici, uno dei più importanti, che per ora il sindaco ha tenuto per sé. Ma l'attesa sul nome del nuovo assessore ha creato aspettative, pressioni e qualche pretesa da gruppi e partiti con i quali D'Alberto ha avviato da giorni dei confronti. Interlocuzioni che, ad oggi, non hanno permesso di trovare una quadra. Non c’è solo da rimpiazzare ma decidere anche sull'assessore Valdo Di Bonaventura (candidatosi alle regionali con Azione che in consiglio comunale siede in opposizione) e su come bilanciare gli equilibri politici di maggioranza. Mercoledì, nel corso del question time, il leghista Berardo Rabbuffo ha interrogato proprio il primo cittadino sul rimpasto. D'Alberto è stato netto nel dire di non avere obblighi sul punto, «non essendo ferma o pregiudicata la macchina amministrativa», ma solo possibilità di intervento in tal senso. Se il nome del consigliere Marco Di Marcantonio (Pd) è dato per certo come sostituto di Cavallari, che intanto starebbe premendo per avere in giunta un secondo assessore del suo gruppo accanto ad Alessandra Ferri, sulle altre caselle restano diverse le opzioni. Potrebbe essere sostituita Ilaria De Sanctis (Insieme Possiamo) a favore di Graziella Cordone (In Comune per Te, gruppo del presidente D'Angelo). E Di Bonaventura potrebbe essere sostituito dal consigliere del suo gruppo, sebbene ormai distante, Simone Mistichelli.
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